Fogliardi: “Tosi rischia a Verona”

By Redazione

aprile 10, 2012 politica

Onorevole Giampaolo Fogliardi, partiamo dal risultato: secondo lei Tosi vince anche questa volta nonostante il centrodestra diviso e gli scandali che stanno coinvolgendo la Lega Nord, a scapito del suo Partito Democratico?
Fino a qualche giorno fa ero convinto di sì: vittoria di Tosi al primo turno. Alla luce degli ultimi fatti che hanno coinvolto la Lega penso che la gente si stia nauseando sempre di più: potremmo vedere qualche fatto nuovo, persino impressionante. E’ possibile che si vada al ballottaggio e potrà accadere di tutto. Tosi deve capire che non può rivestire il ruolo dello spettatore esterno dato che è sempre presente ovunque in tv, ed è indecente che possa godere di questa sovraesposizione. Non può tirarsi fuori dalla Lega ora, non può fare finta di essere altro. Fa parte di quel popolo leghista, lui è stato uno dei primi a rivendicarlo con orgoglio. E’ un gentiluomo e non ha a che fare con queste situazioni, ma ne è chiamato dentro a pieno titolo essendo parte attiva della Lega ed essendone diventato un personaggio di rilevanza nazionale. Io personalmente ho rapporti molto cordiali con i leghisti veneti, ma non ci possono essere i buoni e i cattivi, quando succedono cose come quelle che stanno succedendo nella Lega se ne pagano le responsabilità. Nella Margherita con il caso Lusi non è stato così. Ripeto che la gente inizia ad accorgersi delle malefatte della Lega e ne comprendo la disillusione: è una questione etica, morale e di valori condivisi dalla comunità. E’ finita l’epoca di questa Lega Nord, il partito più vecchio a presentarsi a queste amministrative.

Come giudica la mossa di Tosi di creare la lista civica al di fuori della Lega? Forse si aspettava questa tornata di scandali?
Quando dico che è finita un’epoca intendo dire che Tosi è uno che capisce le cose, ha certamente percepito che è finita l’epoca di questa Lega e quindi ha fatto la lista civica appositamente. Tosi deve però decidere da che parte vuole stare. O di qua o di là. Non si possono indossare due colori, due casacche. Ha compreso che il pensiero leghista “puro” si è logorato in tutto il Veneto. In generale questo discorso vale per tutta la politica, che deve trovare delle risposte nuove al mondo che cambia. Tosi l’aveva percepito e adesso ne è ancor più certo. Ma è un discorso che si dovrebbe allargare a tutte le forze politiche: la politica e le cose del mondo cambiano, i partiti devono saperle interpretare.

Mi sottolinei qualcosa di positivo e qualcosa di negativo nella gestione Tosi.
Va invidiata la “presenza” e le possibilità mediatiche che ha costruito grazie anche a dei collaboratori scelti benissimo. Si è creato un personaggio, è diventato un leader della Lega grazie a queste mosse. E’ diventato un personaggio pubblico a livello nazionale, ha gestito bene il rapporto con i media ed ora non può nascondersi, come dicevo prima. I dati negativi per Verona, che è una città delle più belle ed economicamente più importanti del paese, con aziende ai vertici dell’economia italiana. Pensiamo all’agroindustriale con Rana, Bauli o Veronesi o al metalmeccanico con Riello o Ferroli, oppure ancora, nel mondo finanziario, a Cattolica Assicurazione, al Banco Popolare, e a Cariverona che è dentro a Unicredit tra i soci più importanti. Con queste potenzialità, ed un’ampia maggioranza, Tosi non ha creato un futuro per Verona. Non c’è stata una strategia, non c’è una prospettiva futura. La situazione  dell’aeroporto e le difficoltà di enti fondamentali (come la Fiera di Verona o la Fondazione Lirica del’Arena) dimostrano che Verona non ha visto quell’impegno che meritava per il futuro. Verona è il centro geografico del Nord, è circa a un’ora da Milano, da Venezia, dal Brennero, da Bologna. Tosi, per stare tanto in giro in televisione, ha buttato via il tempo necessario a costruire una strategia per la città. Anche sulla sicurezza, è ora di sfatare questo mito: Verona non è oggi una città più sicura. Sono stati cacciati gli ambulanti da via Mazzini, è vero. Ma è anche vero che ci sono alcuni luoghi del centro – i Giardini Pradaval, i Giardini di Piazza Bra – in cui ci sono stati recentemente episodi di scippi e rapine. Tosi non è riuscito a restituire sicurezza alla città: non c’è riuscito come non ci sono riusciti gli altri.

Verona sarà un banco di prova per il centrosinistra e per le prossime elezioni politiche? Il Pd arriva alleato con Idv, Sel…
La situazione di Verona va valutata a livello locale, per il nazionale bisognerà vedere cosa accadrà dopo le amministrative e quale sarà il percorso del governo Monti. Qui si è fatto un ragionamento di classico centrosinistra, su cui io ho avuto anche delle riserve. Verona e il Veneto sanno vincere quando riescono a prendere i voti moderati al centro: Bertucco è un galantuomo ed è un candidato che all’inizio non pensavamo avesse grosse capacità. E invece ha mostrato prospettiva, programmi, grande dialettica. Io sarei stato più prudente e non avrei fatto le nostre primarie subito, dato che sapevamo che Pdl e Lega avrebbero avuto problemi, così noi avremmo potuto fare da punto di riferimento forte. In caso di ballottaggio, il Pdl rimasto fuori dal cartello di Tosi non lo voterà mai: piuttosto preferirebbero buttarsi su Bertucco e spero che non dicano ai loro elettori di rimanere a casa. Chi aveva voglia di buttarsi su Tosi ci si buttava subito.

Come vede la mossa dell’Api che si è affrancata dal Terzo Polo e si è alleata con Tosi?
Guardi, a Verona l’Api è propriosui generis. Ha fatto una scelta localistica, cioè si è buttata sul più forte senza sapere né prevedere quello che sarebbe successo intorno alla Lega. E’ stata una scelta coraggiosa e ora vedremo come andrà. In realtà a Verona si sarebbe dovuto agire in modo completamente diverso: io vedevo bene la riproposizione dello schema politico attuale, esattamente l’ABC contro Tosi. Nel 2002, con un progetto simile, portai Zanotto alla vittoria. C’erano le condizioni per creare un ABC a livello veronese, si sarebbe ripercorso il laboratorio nazionale. Se non cambiasse la situazione a livello nazionale si potrebbe ripresentare questa opportunità alle elezioni del 2013, io la vedo possibile.

Onorevole, guardando al giardino di casa sua, che risultato si aspetta dal Pd?
Io mi aspetto e spero di andare al ballottaggio tra Bertucco e Tosi. Bisogna ritornare alla filosofia iniziale del Pd, cioè il partito che crea un’alternativa. I cittadini di Verona devono percepirci come alternativa e non come pura opposizione solo perché condannati elettoralmente a questo. C’è spazio politico anche a Verona, lo abbiamo dimostrato nel 2002 con Zanotto, un personaggio moderato: fu un laboratorio importante. Frau e l’ex sindaco Sironi, pezzi importanti di FI, vennero con noi. Questo quadro a Verona può ripresentarsi. Le dico una chicca: Tosi fra un anno si candida per le politiche. Non rimarrà a fare il sindaco per tutto il mandato. Nel giro di un anno Verona dovrà rifare le elezioni. Quelle saranno le vere elezioni che daranno il via alle reali nuove proposte per la città. Lì dovremo costruire quell’alternativa che pesca nel mondo economico, imprenditoriale e cattolico per una candidatura credibile per il futuro. Un eventuale ballottaggio, tra un mese, potrebbe essere l’anticipo di future alleanze. Moro ci ha insegnato che dobbiamo vivere il tempo che abbiamo da vivere e non quello che vorremmo vivere. Io sono per un centrosinistra molto diverso da quello che si presenta oggi: auspico un dialogo con i moderati ripercorrendo le grandi tradizioni veronesi della Dc che guardava a sinistra, come ai tempi del sindaco Gozzi. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *