Fisiognomica di un vertice

By Redazione

marzo 21, 2012 politica

Avete mai visto Lie to me? Bene, nelle puntate del serial il protagonista, il dottor Lightman interpretato da Tim Roth, scova assassini e colpevoli di svariati crimini semplicemente dai loro movimenti inconsci. Il linguaggio del corpo, d’altronde, è un campo di ricerca affascinante, e molto utile per ogni buon politico. Proviamo, per un attimo, a metterci nei panni del dottor Lightman e ad analizzare una foto con quattro personaggi, di cui tre seduti e uno in piedi, che nella finzione del serial potrebbe essere la vittima di qualche delitto: cosa vediamo?

Il personaggio a destra della foto (che sappiamo essere Casini, forse il più acceso sostenitore del Governo Monti) ha una seduta aperta, comoda, a gambe larghe: inconsciamente, è un modo di sedere che mette in mostra i genitali (e guardate anche quanto è in evidenza il suo pollice, dito che nei movimenti inconsci rappresenta la virilità), e vuole dimostrare desiderio di dominio sugli altri. Non a caso, infatti, Casini è corso subito a pubblicare su Twitter quella foto, che sente come la “sua” foto, quella che rappresenta una “sua” vittoria. Anche con la mano, Casini sembra quasi indicare la sua virilità, e il suo sorriso, come la sua giacca, sono apertissimi: l’apertura è simbolo di sicurezza, di sfrontatezza. Casini è, tra i personaggi seduti, il vincitore della foto.

Al suo fianco, c’è un altro personaggio seduto. Nella posa sembra voler imitare quello che gli sta a fianco per creare con lui empatia (la postura del corpo è molto simile), ma presenta, rispetto a lui, delle differenze marcate negli atteggiamenti inconsci: ha le gambe accavallate (un segno di chiusura agli altri piuttosto evidente) e, soprattutto, tiene il mento alto e i gomiti larghi. Questi due segnali indicano di solito un atteggiamento aggressivo, di sfida. Toh, sappiamo che quel personaggio si chiama Alfano, che nei giorni scorsi aveva puntato i piedi prima di un vertice simile, e che probabilmente si è presentato a questo per mettere con forza dei paletti agli altri partecipanti. Ha anche la testa inclinata, però, e dalla parte della “rosetta” dei capelli, un atteggiamento volto all’ascolto: al netto dell’aggressività, è venuto anche per ascoltare. Sarebbe stato utile vedere il suo piede: se era rivolto verso Casini, era teso a creare ancora empatia con lui; se era rivolto verso la porta, voleva concludere presto, ma non possiamo saperlo.

Passiamo all’ultimo personaggio. È anch’egli seduto, ma fa di tutto per coprirsi, proteggersi. La mano è portata al viso, sotto al mento, in un atteggiamento profondamente dubbioso: forse, non avrebbe mai voluto quella foto. Su di sé porta una evidentissima barriera inconscia: dei fogli che nascondono il pube, una protezione contro le minacce che lo circondano. Un ulteriore segnale di chiusura è dato dalla bocca: tra i tre seduti, è l’unico a tenere le labbra serrate, anche se si trincera dietro un sorriso di circostanza. Il disagio (sempre inconscio) che prova è testimoniato anche dal modo in cui sta seduto: il suo corpo sembra volersi allontanare il più possibile da chi gli sta a sinistra (la parte bassa del corpo, quella meno controllabile razionalmente, occupa in pratica solo metà della sedia, tanto è spostata lontano dal personaggio in piedi). Il piede sinistro, quello vicino al personaggio in piedi (o forse rivolto verso Alfano, non saprei) non poggia completamente a terra, ma “penzola” sulla punta: l’analisi di chi si occupa di linguaggio del corpo è chiara, si chiama “calcio trattenuto”. Il personaggio vorrebbe forse dare un calcio a chi sta da quella parte, ma la sua parte razionale lo frena

Non vorrei dare giudizi. Chiedo solo a chi legge di pensare a come concludere l’indagine: se foste Lightman, chi incolpereste come probabile assassino del personaggio in piedi?

(qdrmagazine)

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