Anche Berardi è “very wealthy”

By Redazione

marzo 20, 2012 politica

Che il primo tra i parlamentari più ricchi fosse il Cavaliere non c’erano dubbi: 48 milioni di dichiarazione dei redditi, mica bruscolini, d’altronde si parla di uno dei più grossi imprenditori d’Europa. Subito una curiosità al secondo posto: Amato Berardi, deputato Pdl. Un tipico Signor Nessuno, non fosse per i 4 milioni di dichiarazione dei redditi. In dollari, perché il Berardi vive tra Stati Uniti e Italia.

Originario di Longano (Isernia), quasi 54 anni, Berardi è un imprenditore di fama tra gli americani d’Italia. Negli Usa dall’inizio degli anni ’70, precisamente a Philadelphia, Amato Berardi si è distinto per i suoi affari nel mondo assicurativo, da sempre settore florido negli States. Nel 1983 ha fondato anche una sua compagnia, operante soprattutto nel settore previdenziale e da 30 anni è uno dei maggiori operatori sul campo. Ospite un mese e mezzo fa su Telecamere da Anna La Rosa, il Berardi è apparso per quello che è: un signore italiano che parla un italiano con doppio accento americano-molisano, vocabolario difficoltoso, vestito in blu scuro à la Berlusconi, pettinatura in con riga da una parte e ricca tinta mogano con leggera ricrescita, in pratica sembra uscito da “Dallas” o da “Starsky & Hutch” il nostro amato Berardi. D’altra parte, per uno eletto nella Circoscrizione Esteri (si, quella tanto voluta da Tremaglia) con il Popolo della Libertà, somigliare al Sivlio era cosa abbastanza normale.

Il sito di Berardi risulta inaccessibile in questi giorni (o forse sempre, non è uno di quei personaggi di cui seguiamo le gesta quotidianamente). Ci rivolgiamo allora ad “Openpolis” per capire l’attività parlamentare di Mister Medaglia d’argento dei redditi. Anzitutto è uno poco attivo: il sito che controlla le attività parlamentari lo pone al 503^ posto in ordine di produzione di atti legislativi e di interventi. Bisogna dire che però Berardi è molto presente: 82% di presenze sul totale delle votazioni (il valore medio è 78%).

A livello di atti legislativi, è primo firmatario di un solo disegno di legge riguardante il “riacquisto della cittadinanza da parte degli italiani emigrati all’estero e dei loro discendenti”. Un disegno in linea con la sua biografia di italo-americano. Anche le interrogazioni scritte riguardano i rapporti con l’estero. Se ne segnalano solo due, una sugli scambi culturali con l’estero nelle scuole e una sui rapporti con la Repubblica Dominicana. Altri interventi (pochissimi, si contano sulle dita di una mano) sono in materia di imprenditoria e finanza. Insomma parla poco e di cose che fa, almeno non rischia di sproloquiare su cose a lui distanti. Distanti come l’America da cui proviene, terra di sogni, soldi e assicurazioni.

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