Fornero accelera, il sindacato frena

By Redazione

marzo 19, 2012 politica

Fumata nera. Nonostante le speranze del titolare del ministero del lavoro, Elsa Fornero, la riunione a porte chiuse dei sindacati confederali non ha portato agli esiti sperati. Cgil, Cisl e Uil non hanno trovato ieri un accordo sulle modifiche da apportare all’articolo 18, l’ultimo nodo rimasto sulla strada dell’intesa per la riforma del mercato del lavoro.

Dopo le esternazioni incoraggianti di Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, che in due rispettive interviste lanciavano in mattinata segnali incoraggianti, l’atmosfera è sembrata notevolmente raffreddarsi. Il gelo calato tra i tre leader sindacali non è stato sottolineato dai commenti della politica. Sia perché serpeggia l’inquietudine che possa saltare un accordo che sembra ad un passo, sia perché la giornata è stata segnata dalle celebrazioni in ricordo del giuslavorista Marco Biagi, ucciso proprio dieci anni fa dalle Brigate Rosse.

Inevitabile tuttavia non cogliere un certo nervosismo da parte delle parti sociali nei confronti della politica. Il segretario della Cisl, Bonanni, rispondendo ad una domanda sull’atteggiamento del segretario del Pd sul tema, ha rifilato una stoccata a Pierluigi Bersani: “Ognuno ha il protagonismo che deve avere, però spero che col protagonismo si esprima pure la capacità mediatoria, la capacità di trovare soluzioni idonee”. Aprendo così una crepa nella quale ha immediatamente provato a infilarsi Antonio Di Pietro, alfiere dell’intangibilità dello Statuto dei lavoratori:  “La crisi che sta vivendo il nostro Paese non dipende dall’articolo 18”, ha detto il leader Idv, mettendo in luce posizioni differenti anche all’interno dei Democratici. Per l’onorevole Francesco Boccia, ad esempio, passi indietro sono stati fatti con l’inserimento del licenziamento disciplinare nel contenuto della trattativa. “Al governo darei un consiglio”, ha detto Boccia. Spiegando: “Invece di usare l’accetta e la clava del decreto legge, userei tanta pazienza, perché poi le riforme vengono approvate dal parlamento. Io credo che una legge delega farebbe stare più tranquilli tutti”.

Se però per il deputato pugliese la chiusura della trattativa di qui a pochi giorni non potrà dar luce ad una riforma degna di questo nome, per la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, l’intesa sortirà effetti positivi: “Non soltanto avremo una modernizzazione del nostro mercato del lavoro per chi cerca il lavoro in prima battuta – spiega la senatrice – ma anche per chi lo perde quando la pensione non è vicina ed ha bisogno di rientrare nel mondo del lavoro per tornare ad essere parte attiva della società”.

E mentre Sergio Cofferati criticava ancora il governo per la malcelata volontà di andare avanti da solo, anche senza accordo, Fornero usciva da Palazzo Chigi, comunicando ai giornalisti che l’incontro con il premier “è andato bene”. Ma il prevertice con le parti sociali convocato per la sera non è suonato come un segnale positivo.

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