Il Pdl riparte da 2.0

By Redazione

marzo 18, 2012 politica

“La rete non fa sconti”: parola di Angelino Alfano. Non lo ha detto certo a Monti, ma ha pronunciato questa frase poco prima del vertice ABC, quello delle bretelle rosse di Pierferdinando Casini per intenderci.

“Politika 2.0”: un incontro con moltissimi giovani nella sede de Il Tempo. Proiettori, maxi schermo, una roba giovane, fresca, dinamica, nuova. Allestita dai giovani del Pdl che finalmente vanno ad occupare uno spazio per troppo tempo lasciato libero e occupato solo da Angelino Alfano, l’uomo che viene dalla luna ancora per troppi dei suoi colleghi.

Interattività in sala e una tv proiettava i tweet che si scrivevano col tag #p2p0. Così anche molti parlamentari presenti si divertivano a scrivere ai giovani. Come Enrico Pianetta, deputato del PDL, classe 1944 scriveva “Più contenuti e comunicazione da parte nostra. Ma anche presenza sul campo. L’esperienza reale e quella digitale portano alla vittoria. #p2p0″. Anche Roberto Rao dell’Udc, quello per intenderci che ha insegnato ad usare twitter a @Pierferdinando, lasciava un messaggio agli organizzatori”#p2p0, ero in platea per buona parte del dibattito. Ho apprezzato alcune novità, ancora molta propaganda 😉 Confrontiamoci nuovamente”. Nino Germanà deputato messinese doc, vicinissimo ad Angelino Alfano parla con lui attraverso twitter: “@angealfa dopo convegno #p2p0 e aver dettato le 5 condizioni sulle banche imperativo perseguire obiettivi @ilpdl: crescita e sviluppo!”

Ma c’è un problema che emerge nel super dibattito: la politica è reale o virtuale? Alcuni dei giovani del Pdl (purtroppo) si pongono questo interrogativo. Come se si dovesse scegliere tra le due cose. C’è ancora chi crede che oggi si può fare politica senza internet: assurdo. Così come è assurdo chi pensa il contrario. Ma alcuni dirigenti politici sono ancora confusi su come usare i social, tantochè a margine del convegno qualcuno scrive on-line “se non hai un lavoro o non sai come far mangiare i tuoi figli stai certo che non li sollevi su twitter …”. Non credo che twitter sia stato concepito per sfamare famiglie, quello che può fare è dar voce a chi ha una questione da sollevare. Twitter non deve risolvere i problemi, li deve porre. 

Quando arriva Alfano è un ovazione. Lui mastica la rete meglio di tanti altri giovani presenti in sala e si capisce subito: “Nulla potrà sostituire le piazze, nulla potrà fermare la rete”… “La rete è anche una vetrina, il prodotto deve essere buono”… “La rete amplifica, se dici una stupidaggine in piazza la sentono solo quelli che sono in piazza, se lo dici in Tv la vedono milioni di persone, se la metti in rete la vedono milioni e milioni di persone, perché rimane lì”. Nonostante la lettera che Silvio Berlusconi ha scritto e mandato ai visitatori dell’incontro, è Alfano l’icona pop dei giovani. Per un attimo l’ex Presidente del Consiglio è lontano dall’arena politica.

Un’ora di chiacchiere e tweet e per un momento, seppur breve, è sembrato che la realtà del movimento giovanile fosse completamente permeata all’interno del partito: un sogno; durato poco tempo ma che servirà ad entrambi a capire quale è la strada da tracciare per andare alla conquista dell’elettorato.

In un momento in cui spesso politica e disonore vanno di pari passo, fortunatamente c’è ancora qualcuno che ci crede. E sapete perché tra questi ci sono anche io? Sapete perché molti ancora ci credono come me? Perché anche Angelino Alfano usa l’Ipad e scrive in prima persona sui social network. Sembra riduttivo, ma di questi tempi è un obbligo per le istituzioni stare al passo con le evoluzioni generazionali. E invece ancora pochi lo fanno.

 

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