Assad leaks

By Redazione

marzo 17, 2012 Esteri

Ad un anno esatto dall’inizio delle rivolte in Siria, la violenta repressione messa in atto dal regime non accenna a diminuire d’intensità. Ad oggi si contano circa 9mila vittime. Ma il volto sanguinante di un Paese allo stremo delle forze è costretto a fare i conti anche con l’immagine glamour dei suoi protagonisti: i fasti di palazzo, le spese folli e milionarie della first lady, il lusso sfrenato e i numerosi privilegi.

Tutto questo è scritto nero su bianco nelle 3mila mail trafugate dai server personali della famiglia Assad da un gruppo di hacktivist. Un colpo in perfetto stile Anonymous. I documenti e le mail sono state poi inoltrate alla redazione del britannico “The Guardian”. Il monitoraggio di centinaia di mail risalirebbe al giugno 2011 e sarebbe durato fino allo scorso febbraio. Ma non tutte le tremila mail sono state sottoposte a controlli per stabilire la loro autenticità. Tuttavia, scrive il “Guardian”, circa un centinaio di mail risultano vere. Un lavoro difficile e complesso, che ha richiesto decine e decine di telefonate ai diretti interessati coinvolti nella corrispondenza con la famiglia Assad.

Una violazione della privacy e una fuga di informazioni che rischiano di innescare reazioni, non soltanto tra gli oppositori, ma anche tra i destinatari del flusso continuo di corrispondenze. La figlia dell’emiro del Qatar, Mayassa Al – Thani, amica della first lady Asma e sua principale interlocutrice pare abbia ridotto i suoi contatti già dal mese di dicembre. Dalle centinaia di mail visionate emergono particolari interessanti che aiutano a comprendere la quotidianità di un presidente e soprattutto di sua moglie Asma, assolutamente distaccati dalla realtà siriana. Ne riportiamo qui alcuni stralci. Il 25 gennaio 2012, il presidente Bashar Al Assad riceve una mail dal suocero Fawaz Akhras, che informa il genero delle misure restrittive decise dalla Banca Centrale pronte a colpire le fonti di finanziamento del suo governo. Un’altra mail datata 24 giugno 2011 e inviata dall’ iphone di Ahkras al presidente – genero illustrano una serie di consigli e suggerimenti per quanto riguarda la riforma costituzionale. Akhras  propone a Bashar Al Assad un elenco di personalità di spicco per dare peso alla riforma costituzionale. Il 19 dicembre 2011 sempre Akhras contatta il presidente siriano per esprimere la sua opinione in merito ad un documentario andato in onda su Channel Four. Alla mail è allegato un link che rimanda al servizio di Channel Four sulle torture e le violenze perpetrate dal regime sulle donne e i bambini. Akhras suggerisce al genero se non sia il caso d’intervenire per smentire i filmati e tentare di r iparare al danno d’immagine.

Tra le innumerevoli corrispondenze, spuntano fuori anche delle mail “d’amore” spedite dallo stesso Bashar all’adorata moglie Asma. Il 5 febbraio 2012 il presidente Assad sotto lo pseudonimo di “Sam” scrive a sua moglie Asma dedicandole alcune strofe di una canzone di Blake Shelton, scaricata da iTunes. Il giorno prima l’artiglieria pesante del presidente aveva bombardato la città di Homs, uccidendo centinaia di civili. Nel mirino anche un ospedale parzialmente sventrato. La corrispondenza tra moglie a marito, che non rinunciano ad esprimere amore reciproco, prosegue anche nei mesi successivi. Alla fine di dicembre, Asma scrive: “Siamo forti insieme, e supereremo anche questo insieme. Ti amo”.

Ma nel coacervo di mail e documenti sottratti dai domini personali degli Assad, compaiono non solo mail d’amore e scambi di tenerezze, ma anche mail che certificano le spese folli della first lady e la sua ossessione per lo shopping di lusso. Sembra che Asma in questi mesi abbia speso cifre da capogiro per acquistare beni pregiati. Compere per lo più effettuate su Internet. Una mail risalente alla primavera passata certifica l’acquisto di mobili realizzati in una boutique di Chelsea. A ciò si aggiungono le spese di lampadari, gioielli, tendaggi costosissimi e quadri. Tutto ciò è avvenuto a cavallo di una rivolta e di una repressione sanguinosa. E in tale contesto pare che l’unica preoccupazione della first lady fosse quella di recuperare una copia del libro “Harry Potter e i Doni della Morte” (parte II), per accontentare le richieste dei suoi figli. Il 19 luglio 2011, Asma scrive a suo cugino Amal affinché si prodighi nell’inviare un ordine a Parigi, per l’acquisto di gioielli realizzati in un piccolo laboratorio. Quattro collane preziose: una con diamanti in oro giallo, una con ametista e diamanti in oro bianco; un’altra in onice nero. In una mail di risposta al cugino, che la informava di un piccolo ritardo nella consegna, Asma risponde con una battuta ironica: “lo sai che in fatto di gioielli preziosi sono esigente”. Ma le smanie di grandezza della first lady siriana non si arrestano qui.  E l’elenco di oggetti superflui ma di lusso cresce a dismisura: il vaso da 2650 sterline, le lampade griffate Armani e le scarpe di Christian Louboutin con cristalli incastonati, dal valore di 3mila sterline.

Dalla corrispondenza privata della first lady che ama firmarsi “AAA”, si passa alle mail di taglio politico e strategico di Bashar Al Assad. E i toni qui cambiano radicalmente. Pare che il presidente abbia richiesto spesso e volentieri consigli alla vicina Iran su come gestire e frenare i moti di rivolta. Anche Bashar dal canto suo non è rimasto indifferente al fascino delle spese fuori budget. Al primo posto la tecnologia più avanzata, tra iPad, iPhone e iPod. Ed è attraverso la tecnologia che il Presidente diffondeva tra i suoi stretti collaboratori articoli e notizie scomode al regime. O peggio, controllava i canali di comunicazione. Non solo, in una mail il Presidente si sfoga con la moglie e la definisce “la sua miglior riforma”, gettando così fango su quelle promesse a lungo fatte ma mai realizzate a favore del “suo popolo”. Infatti si legge: “il fatto che tu mi dica dove ti trovi è senza dubbio la miglior riforma che qualsiasi Paese possa ottenere, altro che quelle stupidaggini delle leggi sui partiti, i media e le elezioni…”.

A proposito di elezioni, due giorni fa il presidente ha annunciato la data delle prossime legislative in Siria, fissate per il 7 maggio prossimo. E già si prospettano brogli all’orizzonte, sulla falsa riga del referendum svoltosi lo scorso febbraio per il rinnovo della Costituzione, bollato dagli oppositori come “la solita farsa”. 

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