Spauracchio Ogm

By Redazione

marzo 16, 2012 politica

In questi giorni ha suscitato molto scalpore la dichiarazione del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che si è detto favorevole all’introduzione degli Ogm nella produzione agricola italiana. Un modo innovativo, a detta del Ministro, di coinvolgere ricerca scientifica applicandola all’agricoltura. Al primo impatto, pare che l’idea del Ministro non sia stata vista di buon occhio dagli agricoltori italiani, legati probabilmente alle tradizioni e che preferiscono i metodi, per così dire, “classici” di coltivazione. Molto più probabilmente, è il termine “geneticamente modificato” a mettere un po’ di paura.

Ma paura di cosa, esattamente? Cosa sono in realtà questi “fantomatici e spaventosi” Ogm? Letteralmente la sigla sta per Organismo geneticamente modificato, cioè un essere vivente a cui viene aggiunto al Dna nativo uno o più geni di altre specie, al fine di dargli caratteristiche ben precise che possano migliorarlo. Per quanto riguarda le biotecnologie vegetali ed agroalimentari, generalmente vengono introdotti geni che conferiscono resistenza a parassiti in modo da evitare l’utilizzo di insetticidi chimici, geni che conferiscono resistenza a stress idrici, come la siccità o l’allagamento, geni che rallentano l’avvizzimento del frutto, e altre caratteristiche atte ad aumentare la produzione o ad evitare “catastrofi” dovute a cause esterne. Inoltre, le piante possono essere utilizzate come vettori per vaccini. Esistono studi sull’utilizzo di lattuga, pomodori, patate che contengono vaccini per l’influenza: basta mangiare questi prodotti perché i vaccini siano efficaci, diventando quindi un metodo di vaccinazione decisamente meno invasivo di quelli a cui siamo abituati.

Visti così, gli Ogm non sembrano nulla di cattivo, e fino ad oggi, in effetti, non si sono trovati molti punti a loro sfavore. Però i tempi delle sperimentazioni sono molto lunghi, ed è ancora presto per conoscere esattamente tutti i “contro”. Per ora si possono fare perlopiù supposizioni. La paura maggiore è che creino danni alla salute dell’uomo, anche se fino ad oggi nessuna ricerca ha dimostrato che gli Ogm siano cancerogeni. Un altro timore è che possano scatenare reazioni allergiche. Ma finora è stato documentato solo un caso del genere, dove del mais modificato, destinato alla produzione di mangimi per animali, è stato usato, ufficialmente per un errore umano, per produrre tacos, che hanno poi scatenato reazioni allergiche in molti individui che li hanno consumati. In quel singolo caso l’azienda produttrice, la Monsanto, multinazionale leader nel settore, per evitare altri errori del genere, eliminò dal mercato quel tipo di mais.

Oltre al rischio allergie, i dubbi riguardano l’impatto ambientale degli Ogm: si teme che piante resistenti a determinati insetti parassiti possano sconvolgere delicati equilibri che esistono in natura, o che  piante resistenti alla siccità possano sconvolgere le composizioni dei terreni. Ovviamente ad ogni azione, corrisponde una reazione. Il punto è che questa reazione spesso ci è sconosciuta, o per conoscerla sono necessari lunghi periodi. Aprirci alla possibilità di introdurre sperimentazioni riguardanti Ogm di sicuro offrirebbe nuove strade al nostro paese. La scienza e la tecnologia avanzano inesorabilmente, bisogna capire se l’Italia è pronta a fare un passo in questa direzione o meno.

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