Rutelli furioso

By Redazione

marzo 16, 2012 politica

“Sono arrabbiatissimo”. Lo ha detto ieri Francesco Rutelli ai giornalisti assiepati davanti all’ingresso del Tribunale di Roma. Allegro non era di certo, dopo che il settimanale “L’Espresso” ha trascinato il suo nome al centro dello scandalo che vede coinvolto Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto 13 milioni di euro dai fondi del partito. Secondo quanto rivelato dal settimanale, tra il 2009 e il 2011 Lusi avrebbe infatti dirottato 866mila euro nelle casse della fondazione di Rutelli.

Nell’ufficio del procuratore aggiunto di Roma, Alberto Caperna, magistrato a capo delle indagini, Rutelli si è trattenuto per oltre un’ora. Ai cronisti rimasti ad attenderlo all’uscita ha detto di aver presentato un esposto-denuncia contro Lusi “dal  contenuto molto forte, in cui evidenzio una serie di fattispecie credo molto interessanti per approfondire ancora di più il profilo criminale dell’indagato”.

Dopo le minacce dell’ex tesoriere nell’intervista “rubata” da Servizio Pubblico e le successive rivelazioni de L’Espresso, ecco dunque la ‘Francesco’s Version’: “Ho preso lo spunto dal servizio dell’Espresso, ma mi sono  riferito a tutte le esternazioni e agli atteggiamenti di inquinamento  e depistaggio che configurano sicuramente una ulteriore fase dell’attività criminosa che ormai è emersa in modo dirompente”. Ma il leader dell’Api prende di petto anche il settimanale autore delle rivelazioni, contro cui ha annunciato di voler sporgere querela per aver ospitato sulle sue pagine quella che definisce un’opera di “inquinamento e depistaggio”. E nella conferenza stampa pomeridiana, rivolto ad un cronista de l’Espresso, ha rincarato: “Avete scritto una manica di cazzate”.

Sì, ma i bonifici incriminati? Per Rutelli la questione non è la loro esistenza, quanto il perché qualcuno li abbia pubblicati: “Chi è stato in grado di accedere ai conti correnti bancari per visionare le uscite?” domanda. “La cosa che dà più fastidio è che si prendano dei punti, qualcuno vero e qualcuno più forzato, e che si compiano da parte di qualcuno dei reati. C’è un conto corrente bancario e certamente Lusi è a conoscenza dei bonifici, ma chi è a conoscenza delle uscite? Quello è certamente un reato”. Insomma, secondo Rutelli il vero problema sarebbe che “qualcuno è entrato nel conto corrente e si tratta di capire chi lo ha fatto”.

Intanto Pierluigi Mantini, deputato Udc ex Margherita, parla ai microfoni di Radio Radicale: “Non sarà mica solo la fondazione di Rutelli ad essere stata finanziata da Lusi, emergerà questo dato”. Dice Mantini: “Penso che ci sia una parte di questi finanziamenti del tutto leciti, perché coerenti con le finalità della politica dei componenti all’epoca titolari della Margherita”.

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