Quando a licenziare è la Cgil

By Redazione

marzo 15, 2012 politica

In fatto di licenziamenti la Cgil non riesce proprio a sottrarsi al cliché del predicare bene e del razzolare male. Il segretario generale, Susanna Camusso, sin dal 13 febbraio 2011 ebbe a che fare con l’imbarazzo di vedersi pubblicata su internet una petizione che raggiunse oltre mille firme di “donne licenziate dalla Cgil” che si sentivano discriminate, anche in maniera molto pesante e sessista, dal maggiore sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici italiani.

Adesso è nato addirittura il blog “Lavoratori licenziati dalla Cgil”, in massima parte donne, che raccontano storie incredibili di discriminazione, anche sessuale ,cui sarebbero state sottoposte. L’ultima vicenda è quella di Donatella Bruni. La Bruni ha scritto una lettera, censurata, a un quotidiano della Calabria, in occasione dell’8 marzo scorso lamentando di essere stata oggetto di molestie all’interno della Cgil da parte di  colleghi maschi. Ecco lo stralcio più significativo: “…le parole contenute nel programma della Cgil per la giornata della donna, oggi suonano più che mai vuote ed ipocrite alle mie orecchie. Orecchie ferite ed umiliate da espressioni mortificanti proferite da uomini di quell’organizzazione nei miei confronti: ‘la segretaria la dobbiamo cacciare perché è una p…’, oppure ‘…gli iscritti alla categoria (tutti maschi naturalmente) si vergognano della segretaria perché sta con … e quindi non può più essere autonoma’”.

Alla Bruni si rimproverava la relazione con un sindacalista della Uil, e nella lettera la donna lamenta anche la mancata solidarietà di altre donne, quadri sindacalisti della Cgil come lei. Come è noto, per i sindacati non vale la regola dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Quello che il ministro del lavoro, Elsa Fornero, vorrebbe abolire, e che invece proprio il sindacato della Camusso ha eretto a totem e tabù. In compenso già da anni esiste la problematica dei licenziamenti discriminatori, soprattutto nei confronti di donne.

Nel blog dei lavoratori licenziati dalla Cgil c’è di tutto e di più: lettere di denuncia, lettere aperte alla Camussso che scimmiottano la sua partecipazione alla famosa manifestazione delle donne del 13 febbraio 2011, “Se non ora quando”, e numerosi video di presunte vittime di questo stato di cose.

Per il sindacato che si erge più degli altri a paladino della tutela dei lavoratori e delle lavoratrici la contraddizione non potrebbe essere più stridente. Soprattutto perché non risultano risposte a tono, smentite o interlocuzioni con autori e autrici di queste denunce. Si preferisce magari la tattica molto paleo-democristiana di far fare una telefonatina al direttore del giornale locale, o nazionale, amico invitandolo a evitare di pubblicare gli sfoghi di “quelle pazze”.

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