Le primarie? Senza il Pd

By Redazione

marzo 15, 2012 politica

Celebrare le primarie di coalizione senza la partecipazione dei Democratici? Si può. È successo a Barcellona Pozzo di Gotto, il più popoloso e importante comune della provincia di Messina, vittima delle rovinosa esondazione dei torrenti che lo attraversano nell’autunno del 2011.

Non è un centro qualsiasi, Barcellona: si ricorderà che, in tempi meno recenti, il centro tirrenico ha vissuto stagioni caldissime a causa della presenza di forti organizzazioni criminali, con il corollario di decine di morti ammazzati. Per chi di mafia vive e per chi la mafia combatte è un luogo-simbolo, in silente e continua evoluzione.

Non solo. Per il centrodestra, Barcellona è stata una roccaforte, presidiata com’è da circa venticinque anni – dopo il lungo predominio democristiano di Carmelo Santalco –  da Domenico Nania, parlamentare Msi-An-Pdl e oggi vicepresidente del Senato. Sindaco uscente è il di lui cugino Candeloro, in carica per due legislature durante le quali la città è colata a picco, sotto ogni punto di vista o parametro socioeconomico.

Per il Pd strappare la città al centrodestra, alle prossime amministrative, avrebbe pertanto un alto valore simbolico: c’è una prima mobilitazione “unitaria” del centrosinistra  – racconta Giuseppe Biondo responsabile dei circoli Pd a Barcellona – e a qualcuno viene addirittura l’idea di aprire le primarie a tutti, ovvero anche a quelle associazioni non partitiche che si riconoscono nei valori dell’attuale opposizione.

Quando però si tratta di trovare un candidato alle primarie per il Pd, il meccanismo (ultra)democratico s’inceppa. Giorni e giorni di trattative infruttuose, poi qualcuno escogita la soluzione: cercare un’intesa con il Terzo Polo. E intesa è.

Nel frattempo, quel che rimane (o che davvero c’è) del centrosinistra va avanti per la sua strada: le primarie (senza il Pd!) si faranno: a giocarsi la candidatura sono in tre, Maria Teresa Collica, Cosimo Recupero e Gino Caruso.

Storie e appartenenze diverse ma tutti e tre con la volontà di non darla vinta a chi ritiene che le primarie siano un’inutile formalità o siano qualcosa che si possa e si debba aggirare.  È in virtù della loro perseveranza che Barcellona, in definitiva, avrà due candidati a sindaco per il centrosinistra. Un primato, insomma.

Vince – e niente affatto di misura – Maria Teresa Collica, che è riuscita anche ad usare i social network in maniera efficace durante la campagna elettorale.

Nel frattempo, il Pd e il Terzo Polo trovano il loro candidato in un giovane e combattivo consigliere comunale uscente dell’Udc, “creatura” del dominus centrista Carmelo Torre: si chiama Giuseppe Trifilò e potrebbe essere lui il successore di Nania (il cugino di), mentre la Collica affila le armi per la un’impegnativa (e vibrante, c’è da scommettersi) campagna elettorale.

Ma c’è un colpo di scena: Trifilò ritira la sua candidatura e quindi è tutto da rifare. Scende in campo il vero leader del Pd messinese, l’inossidabile Francantonio Genovese, il quale porta a Barcellona una nuova formula, con l’allargamento della coalizione a Fli e Mpa e una nuova disponibilità a sostenere la candidatura della Collica a sindaco (!).

Si dice di interminabili riunioni e sfibranti trattative: al momento in cui questo pezzo va online non c’è ancora una conferma ufficiale ma il Pd barcellonese, che nel frattempo si è proprio spaccato tra chi vuole la Collica sindaco e chi no, forse riuscirà a trovare pace almeno fino alla composizione delle liste. Nel frattempo, aver voluto (e fatto) le primarie anche senza il Pd sembra pagare. E anche parecchio.

(qdrmagazine)

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