La resa dei conti correnti

By Redazione

marzo 15, 2012 politica

Caos tra membri del governo. Il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, ha fatto sapere che l’esecutivo avrebbe modificato la norma sui conti correnti bancari. Arrivando in commissione, il collega allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, lo ha smentito: “Il governo ha dato parere positivo, non ci interessa quel che riportano le agenzie”. A portare allo scontro verbale Polillo e De Vincenti è stata la norma nel decreto sulle liberalizzazioni che prevede che i conti correnti dei pensionati che percepiscono fino a 1500 euro al mese siano gratuiti. Polillo aveva fatto sapere che tale misura avrebbe “comportato un notevole danno per le banche, causando un’ulteriore stretta creditizia che si riverberebbe inevitabilmente sulle imprese e le famiglie”. Tuttavia il governo, a sentire De Vincenti, non sembra voler fare marcia indietro.

Nel Pdl i deputati delle commissioni Finanze e Attività produttive sono sicuri che alla fine verrà fatta una modifica. Qualche bene informato fa sapere che le cinque richieste che Angelino Alfano ha posto l’altro ieri al presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Giuseppe Mussari, suonano come un do ut des: gli azzurri non si opporranno al ritiro della norma, in cambio di una maggiore apertura di credito delle banche nei confronti di famiglie e imprese.

Il segretario del Pdl ha infatti chiesto che l’Abi si impegni a utilizzare in tal senso tutti “i soldi erogati, a tasso agevolato, dalla Bce alle banche italiane”. Invitando inoltre a rendere irrevocabili mutui, prestiti e finanziamenti erogati nei confronti di imprese, famiglie e cittadini, e ad attuare “una moratoria per le rate del mutuo non pagate negli ultimi 18 mesi”.

Un’ipotesi, quella dello scambio tra il Pdl e l’Abi, rigettata con decisione da Laura Ravetto, membro azzurro della commissione Finanze di Montecitorio. “La vicenda non è assolutamente in questi termini, le banche non sono un nemico”, spiega Ravetto. Che osserva come la norma sulla gratuità dei conti correnti dovrebbe essere rivista: “Inizialmente la formulazione prevedeva correttamente che a non far pagare i conti correnti fossero solamente gli istituti che non si fossero messi in regola con i parametri europei, e solo dopo è stata estesa a tutti. Ma non vedo perché se la banca offre un servizio, lo dovrebbe fare del tutto gratuitamente”.

Della stessa idea la collega di commissione, Elvira Savino: “Il ruolo che giocano le banche nel nostro sistema è cruciale. Ma ha fatto bene Alfano ha rivendicare la nostra attenzione per imprese e famiglie”. Puntualizzando che le sollecitazioni del segretario al mondo bancario italiano sono da leggersi come una moral suasion affinché l’Abi adotti un determinato indirizzo, non come una richiesta di ulteriore regolamentazione del settore. “Da questo punto di vista – continua Savino – l’incontro è stato costruttivo. La palla è ora in mano al governo, che dovrebbe insistere sul ruolo di regia e supervisione della Banca d’Italia”.

Bankitalia, secondo Ravetto, dovrebbe bilanciare il cambiamento della norma, “che non può penalizzare solo i cittadini”. Secondo l’onorevole pidiellina, l’istituto presieduto da Ignazio Visco sarebbe tenuto a vigilare attentamente sulle politiche di concessione del credito da parte degli istituti. “È una delle ragioni di esistenza di una banca” spiega Ravetto. “Se viene a mancare, si dovrebbe arrivare a revocare l’autorizzazione”. Ma se cambiamento deve essere, anche lo stato deve fare la propria parte:  “Le banche finanziano il nostro debito sovrano. Attuiamo serie politiche di riduzione, in modo da poter liberare risorse per i cittadini e le imprese”.

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