Russo: “Niente Lega patto con l’Udc”

By Redazione

marzo 12, 2012 politica

“Prima costruiamo un nuovo soggetto che riunisca tutti i moderati, partendo dalla società civile fino ad arrivare all’Udc. Dopo si può parlare di alleanza con la Lega”. Paolo Russo, deputato del Pdl e animatore di Cristoforo Colombo, la fondazione di Claudio Scajola, guarda al centro quando pensa al futuro degli azzurri. Giudicando una apertura in questo senso l’intervista rilasciata ieri dal leader centrista Pierferdinando Casini al Corriere della Sera. “Quel che ha detto Casini sui moderati in Italia non può lasciare indifferenti gli elettori del Pdl”, dice Russo, che vede nelle ultime posizioni assunte dal Terzo Polo segnali della volontà avviare insieme al partito guidato da Angelino Alfano un percorso politico comune. Interpretando in tal senso la “sensibilità” manifestata dall’ex presidente della Camera nei confronti del tema della “riunificazione dei moderati”.

“È giunta la stagione per riunire i moderati tutti dalla stessa parte”, concorda Russo. La prima mossa, a parere del deputato, l’ha fatta Berlusconi ai tempi del predellino. “Un tentativo parzialmente riuscito”, scaturito da un’iniziativa politica che “va rimessa al centro della nostra iniziativa politica”. O tramite una sollecitazione proveniente dal basso, dalla società civile, oppure “attraverso una forte mossa politica di tutte le classi dirigenti che si riconoscono nei valori del Partito popolare europeo. Pdl e Udc per primi”.

Ma niente federazione di soggetti diversi, derubricabile a “pasticcio da Prima Repubblica”. “Occorre un grande partito dei moderati come quelli che esistono in Europa, dalle forti connotazioni liberali e riformiste”, sostiene Russo. Che da un lato non vede alternative, ma si dice convinto che Angelino Alfano stia conducendo il Pdl in quella direzione. All’obiezione sui tempi  stretti, risponde salomonicamente con un adagio di Silvio Berlusconi: “Le cose si fanno nel tempo che si ha a disposizione”.

In modo non altrettanto sbrigativo si può liquidare la posizione di chi nel partito spinge per ricucire, e in fretta, i rapporti con la Lega. Ipotesi alternativa, se non incompatibile, a quella che conduce nei pressi dell’Udc. “Non mi sembra che gli amici del Carroccio siano estremamente moderati”, ironizza Russo. “Ci dividono da loro alcuni temi importanti, e riscontriamo differenze significative”. Dunque rapporto finito con gli uomini di Bossi? “Se ne potrà riparlare quando sarà in campo il nuovo grande soggetto dei moderati. D’altronde è già accaduto con l’insediamento del governo: tra il paese e la Lega, abbiamo scelto il primo”.

Un esecutivo, quello di Monti, che trova grande apprezzamento nelle parole di Russo. Che estende alla squadra di Monti l’invito: “L’appello a quei valori del moderatismo europeo, è anche per chi oggi è al governo, se vi si riconosce”.

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