Pdl, abbiamo un problema

By Redazione

marzo 12, 2012 politica

Hanno votato oltre 350mila persone (su 559mila aventi diritto). Urne piene, bandiere in vista, tessere in tasca e nodi delle cravatte ben stretti. Dal Friuli all’Abruzzo, passando per Milano, Torino e Firenze, la stagione congressuale del Pdl ha fatto il giro d’Italia ed è in dirittura d’arrivo. A marzo la tabella di marcia prevede pochi altri appuntamenti a Caserta e Reggio Calabria, ma soprattutto in quel di Napoli (17 e 18) al caldo del Teatro Mediterraneo. Già da settimane il segretario Angelino Alfano parla di “grande successo, una risposta costruttiva animata da passione civile e voglia di costruire nuova politica”. A rimorchio i vari Lupi (“altro che partito di plastica”) e buona parte della nomenklatura di Via dell’Umiltà.

La macchina congressuale ha iniettato l’auspicata carica di democrazia e partecipazione nei serbatoi del partito, ridando fiato alla base e legittimazione al territorio. In linea con le aspettative, i congressi si sono rivelati utili per pesare i rapporti di forza tra le correnti e testare lo stato di salute di alcuni big tramite le preferenze, un po’ come successo a Milano. Ma dal vaso di Pandora delle assemblee sono fuoriusciti veleni, lotte di potere e rivendicazioni correntizie con strascichi polemici non indifferenti. Il peggio sembrava essersi concentrato a febbraio quando il segretario Alfano è stato costretto a ‘congelare’ alcuni congressi in cui il voto era scaturito da episodi di tesseramento sospetto, pratica che ha creato non pochi imbarazzi nei confronti dell’opinione pubblica.

Febbraio, appunto. Eppure pochi giorni fa, in quel di Lecco, si è consumata una vera e propria iattura orchestrata da Michela Vittoria Brambilla che ha deciso di disertare il congresso provinciale dando vita all’associazione Forza Lecco. La pattuglia di scissionisti, tra cui molti fedelissimi alla rossa ex ministra, si è posta in aperto contrasto con la linea del partito cittadino (di matrice ex An) e ha annunciato di voler recuperare lo spirito movimentista del 1994. Intanto nell’avamposto lombardo, 48mila anime con sindaco Pd, il congresso azzurro si è celebrato domenica registrando la vittoria dell’unico candidato Mauro Piazza, scelto da 1.500 tesserati (dei 3.500 aventi diritto). Assente la Brambilla, impegnata a salutare le decine di “militanti, eletti e amministratori del Pdl che da ogni parte d’Italia ci hanno scritto mail per congratularsi con noi e perché intenzionati a realizzare una realtà come la nostra”.

Tanta base, ma pochi dirigenti, viste anche le prese di distanza giunte dai big azzurri, piuttosto freddi e intenti a minimizzare l’accaduto. Se Galan ha parlato di “un’operazione legata alla sconfitta congressuale preannunciata della Brambilla”, La Russa, da coordinatore nazionale, ha fatto la voce grossa ribadendo che “chi si propone come alternativa al partito deve essere cacciato”. Una mano all’ex ministro del Turismo l’ha però tesa Renato Brunetta che, pur presiedendo i lavori congressuali, sottolinea la positività di Forza Lecco in quanto “laboratorio arrivato alle cronache nazionali, che è il benvenuto”.

Al netto delle ironie scoppiate sul web (vuoi per l’eccentricità della promotrice, vuoi per la sigla equivocabile), la creatura della Brambilla rompe le uova nel paniere di un Pdl trovatosi a ragionare per l’ennesima volta di ex Fi ed ex An in un conto delle percentuali (alla fusione erano 70 e 30) che, negli anni, ha logorato animi e rapporti. Già al congresso Pdl di Milano, tra il chiacchiericcio della platea serpeggiava il malumore di militanti Fi verso l’ascesa di ex puledri aennini, tanto da  spingere Daniela Santanchè a dire che “se non riusciamo a marciare uniti, facciamo la federazione per tenere in vita tutti i gruppi con le loro storie”.

In attesa di capire se Forza Lecco sia il segnale di un malessere esteso alle radici del partito o un semplice (e più rassicurante) riassortimento di poltrone locali, il predellino della Brambilla potrebbe nei fatti lanciare un ponte d’oro per l’alleanza con la Lega Nord in vista delle amministrative di primavera, rispettando la parola d’ordine delle liste civiche. Nel frattempo segreteria e dirigenti attendono di archiviare la stagione congressuale per poi trarre quei bilanci che, in un modo o nell’altro, sembrano riproporre le solite domande esistenziali all’interno del Pdl. “Chi siamo, cosa facciamo e dove andiamo”. A Lecco, di sicuro, non ci fermiamo.

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