Delitti d’onore a Gaza

By Redazione

marzo 11, 2012 Esteri

Gli israeliani ci hanno fatto su anche vignette e canzoncine sarcastiche, dedicate a quelle famiglie di estremisti islamici che a Gaza preferiscono “vendicare un delitto d’onore persino al gusto di uccidere un soldato israeliano”. Nel resto del mondo arabo si ride molto di meno: gli omicidi di donne che in Egitto, Giordania e Siria si susseguono a ritmi di uno a settimana se non al giorno, durante tutto il corso di ogni anno che Allah manda in terra, stanno diventando un serio problema per le società e per gli stati. Proprio in occasione dell’8 marzo il “Jerusalem Post” ha raccontato la storia molto poco edificante di alcune di queste vittime per lo più senza nome e senza volto per tutto il resto del mondo. Il problema non è di per sé legato all’Islam del fanatismo (molte vittime hanno il padre cristiano) ma alla arretratezza e alla ignoranza delle zone rurali dell’Egitto, di Gaza, della Siria, della Giordania, dello Yemen, e fanno a cazzotti con quel poco che resta delle aspirazioni libertarie delle cosiddette primavere arabe. Mediamente ogni anno nei territori palestinesi vengono uccise una dozzina di donne a causa dell’onore, stando alla stima di Rawdah Baseer, attivista del movimento femminista palestinese. Il parlamento egiziano è stato sollecitato a stabilire pene più severe per i delitti d’onore, ma i legislatori si mostrano riluttanti sostenendo che farlo porterebbe a un aumento della “promiscuità”. Spesso vengono anzi comminate condanne leggere agli uomini che uccidono le loro parenti donne, e i giudici tendono a trattare questi casi con clemenza.

I giornali israeliani hanno parlato molto della vicenda di Sarah, rievocata anche dal “Post” per l’8 marzo. Una storia che mette i brividi. Questa ragazza, di famiglia cristiana, ha dovuto scoprire da sola come la cugina fosse stata ammazzata da un altro cugino per avere avuto una relazione con un mussulmano al Cairo. “Ero all’università, qui al Cairo, l’estate scorsa, quando mi chiamò mia madre – ha detto piangendo all’inviato del “Post” – mi disse che mia cugina, con cui ero cresciuta e con cui avevo sempre giocato, era stata uccisa”. Come? Da chi? Perché? In queste faccende che ricordano la Sicilia degli anni ’50 e i film italiani del dopoguerra, l’omertà di madri, sorelle, delle donne in genere, è un dramma nel dramma. La famiglia di Sarah e la madre tacquero, finche la ragazza non trovò la forza di parlarne con un giornale egiziano Al Badeel. Sarah ha preso questa iniziativa  dopo che alla fine dello scorso febbraio i quotidiani locali avevano dato notizia di altre due uccisioni di donne per delitti d’onore in due villaggi nei pressi di Alessandria. L’8 marzo, vinta o quasi la battaglia sulle mutilazioni genitali femminili anche grazie al Partito radicale transnazionale che ne ha fatto per anni una bandiera con Emma Bonino, le donne arabe hanno adesso bisogno di aiuto per questa altra tragedia dell’ignoranza ( o della “jahylya” come direbbero loro): il delitto d’onore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *