L’immortalità secondo Facebook

By Redazione

marzo 9, 2012 Cultura

Se non avete mai pensato a cosa potrebbe accadere ai vostri profili sui social network una volta che non ci sarete più, state tranquilli: qualcuno lo ha già fatto per voi. Oggi con Facebook è possibile addirittura fare testamento.

In seguito alla vertiginosa crescita del numero di utenti, il social network per eccellenza è stato costretto ad affrontare anche questo problema. L’età media del popolo di Facebook si è decisamente innalzata nel corso del tempo, tanto che oggi sono numerosissimi gli over 60 che possiedono un profilo. D’altronde, “Facebook ti aiuta a connetterti e a rimanere in contatto con le persone della tua vita”, parola di Zuckerberg. Quale miglior modo per rinnovare la memoria della propria gioventù ritrovando compagni di scuola o vecchi amici d’infanzia persi di vista negli anni? Di conseguenza, era inevitabile che aumentassero i casi di abbandono del profilo dopo la scomparsa dei legittimi proprietari.

Non è difficile immaginare cosa potrebbe accadere se nessuno intervenisse: una triste e progressiva desolazione del profilo, riversamento incontrollato di messaggi di cordoglio e commemorazione, ma anche commenti del tutto fuori luogo e spam.

Per ovviare al problema, Facebook ha deciso di consentire la segnalazione della scomparsa di un utente. È sufficiente compilare un apposito modulo in cui inserire l’url del profilo da segnalare, la propria relazione con il defunto e convalidare il tutto fornendo un documento o un necrologio ufficiale realmente esistente. Il profilo della persona cara diventerà così memorialized e solo gli amici già confermati potranno visualizzarlo e scrivere sulla bacheca, mantenendo viva la sua memoria anche in formato digitale.

La questione è sicuramente spinosa: molte critiche sono giunte in merito, soprattutto perché Facebook permette anche a chi non ha una diretta relazione di parentela di prendere in gestione il profilo.  In questo modo aumenta la probabilità di frodi e furti d’identità. Basta dare un’occhiata ai profili aventi il nome di persone tristemente note per fatti di cronaca nera per farsi un’idea. L’esigenza di difendere il nome della persona cara è sicuramente molto sentita.

Tra le ultime novità invece c’è “If I die“, la prima applicazione dedicata all’afterlife di Facebook. Un video esplicativo ci dà il benvenuto sul sito, chiedendoci “Cosa ti lascerai indietro?”. Una simpatica immagine della morte in formato cartoon con tanto di scure ci rammenta che la “morte può arrivare in qualsiasi momento”, quindi faremmo bene a scaricare l’applicazione (gratuita) e lasciare un messaggio di testo o video ai propri cari selezionandoli direttamente tra amici di Facebook. Ovviamente il tutto sarà visualizzabile solo dopo aver oltrepassato la famosa luce in fondo al tunnel. Per chi vuole saperne di più c’è anche una pagina dedicata all’app: if I die – what will you leave behind?.

Secondo la Social Network Analysis (o Teoria della Rete), il motore causale di ciò che avviene nel web deriva da ciò che gli utenti fanno, credono o sentono in un dato contesto. I Social Network Sites sono inoltre sempre più orientati a replicare nel mondo virtuale le reti sociali della vita reale. Effettivamente, la prima cosa che facciamo quando ci registriamo ad un Social Network è cercare i propri amici reali. Il mondo virtuale non è più una realtà parallela in cui nascondersi dietro nicknames e creare una nuova identità, così com’era concepita negli anni Novanta. Ora il reale e il virtuale sono prossimi a confluire in una sorta di unica entità, dove gli utenti rappresentano se stessi tanto nella vita reale quanto sulla rete. Pertanto, è inevitabile che la scomparsa di una persona si ripercuota anche nel world wide web.

Resta da chiedersi cosa può creare un fenomeno di questo tipo. A prescindere da ogni giudizio morale o etico, è innegabile che un profilo di commemorazione generi un traffico di utenti non indifferente. Non sappiamo come vengano utilizzate le informazioni inserite, ma indubbiamente il rischio di speculazione è alto.

Già da diversi anni sono nati servizi dedicati alla gestione postuma del profilo. Per chi vuole fare testamento e lasciare a qualcuno account, proprietà e documenti digitali, Legacy Locker si offre di prenderli in consegna e, una volta giunto il momento, di garantirne l’accesso a persone fidate precedentemente indicate dallo stesso utente. Alla modica cifra di $299,99 è assicurata “la pace dei sensi” eterna. D’altronde anche un notaio svolge un lavoro simile.

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