È colpa di Londra o di Monti?

By Redazione

marzo 9, 2012 politica

“Il comportamento del governo inglese è inspiegabile per non aver consultato e informato l’Italia”. È quanto ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel commentare l’azione bellica condotta dalle forze di Nigeria e Gran Bretagna che ha portato alla morte dell’ostaggio italiano Franco Lamolinara. Napolitano ha anche fatto presente che “sarà necessario un chiarimento sul piano politico e diplomatico”.

Affermazioni dirette a Londra, ma che guardano a quel che succede a Roma. Suonano come un sostegno alla linea del governo, che ha fatto sapere di essere stato informato del blitz solamente a cose fatte. Sollecitando poi delucidazioni da parte del Foreign Office di Sua Maestà. Dopo la travagliata gestione della vicenda dei marò, la scarsa considerazione nella quale sembra averci tenuto il sistema diplomatico-militare britannico suona come un altro smacco per la Farnesina. Il ministero guidato da Giulio Terzi è oggetto da un paio di settimane da sempre più insistenti critiche bipartisan. Intervistato ieri dal Messaggero, perfino Italo Bocchino, esponente del Terzo Polo, partito tra i più vicini al premier, è arrivato a giudicare insoddisfacenti i risultati ottenuti dalle feluche guidate dai tecnici. “Siamo stati informati solo ad azione avviata”, aveva affermato il presidente del Consiglio, probabilmente intuendo le nuvole che si sarebbero addensate sulla testa del proprio ministro.

Lucio Malan, senatore del Pdl, pur non mettendo in discussione il rapporto di amicizia in essere tra i due paesi, ha osservato ai microfoni della Bbc che “resta da spiegare perché le autorità italiane non siano state informate”. Ben più duro il collega di partito e vicecapogruppo alla Camera, Osvaldo Napoli: “Sono troppi i vuoti e i silenzi del governo Monti sulla scena internazionale”. Episodi che secondo Napoli “mettono in luce i limiti pesanti connessi alla natura tecnica di questo esecutivo”.  Una strana consonanza con le parole di Massimo Donadi, dell’Italia dei Valori: “Il governo sulla politica estera si muove tardi e malamente”.

La lista dei critici è lunga, e passa per i pidiellini Giuseppe Esposito (“Siamo stati trattati come scolaretti”), Guido Crosetto (“Governo troppo debole”) e Maurizio Gasparri (“L’Italia è stata umiliata”). Arrivando al Responsabile Domenico Scilipoti, che taccia l’esecutivo di incompetenza, e al leghista Giovanni Torri, che parla di “schiaffo” al nostro paese.

Una serie di commenti impietosi, culminati con le parole consegnate da Roberto Maroni al suo profilo facebook: “Il governo (per nulla) autorevole dei professori si fa prendere per il culo dagli inglesi”. L’ex ministro dell’Interno si è poi spinto fino a chiedere le dimissioni di Terzi: “Che ci fa uno così alla Farnesina?”.

Se i critici imputano al governo la scarsa considerazione internazionale che ha costretto la nostra diplomazia in pochi giorni prima al cul de sac indiano e quindi allo smacco con i britannici, il Pd e il Terzo Polo sono più cauti. La linea su cui si attestano le forze più convintamente montiste della maggioranza è nella sostanza quella espressa da Napolitano. Lo afferma esplicitamente il responsabile difesa del Partito Democratico, Emanuele Fiano: “Facciamo nostra l’irritazione del governo italiano per il gravissimo episodio di ieri in Nigeria”. Pino Arlacchi, eurodeputato Democratico, responsabile per il partito della sicurezza internazionale, è dello stesso avviso: “L’unica colpa del governo è stata quella di non aver imposto ai britannici il nostro metodo di intervento in situazioni simili, che non fa uso di forze speciali”. “Piena fiducia” nella Farnesina e nell’operato dell’esecutivo è anche quanto fa trapelare il presidente della Camera Gianfranco Fini, che si allinea nelle dichiarazioni ai passi formali messi in atto da Massimo D’Alema nelle sue vesti di presidente del Copasir.

Nel pomeriggio di ieri, tuttavia, le affermazioni del ministro della difesa inglese Phil Hammond, hanno aggiunto pepe al dibattito. Rispondendo a Napolitano, il ministro di Cameron ha spiegato che quanto successo “non è inspiegabile, è spiegabilissimo per quanto doloroso. Il governo italiano è stato informato per tutta la durata dell’operazione via via che emergevano elementi di intelligence e mentre veniva presa la decisione di agire”.

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