Paglia,”Italia mostri attributi”

By Redazione

marzo 6, 2012 politica

“L’Italia deve mostrare gli attributi”. Non usa mezzi termini l’onorevole Gianfranco Paglia, capogruppo di Futuro e Libertà in commissione Difesa, nel commentare l’operato della diplomazia italiana nella vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò incarcerati dalle autorità indiane con l’accusa di aver ucciso due pescatori, scambiandoli per pirati. Intanto, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, ha convocato alla Farnesina l’ambasciatore indiano, riferendogli che il governo italiano considera “inaccettabili” le misure disposte dal tribunale di Kollam nei confronti dei due fucilieri del battaglione San Marco, definendo “inaccettabile” anche il regime di carcerazione “leggera”.

“Spero sinceramente che il governo italiano, ma non solo il governo, lo stato, l’intero paese, possano fare la voce grossa e far capire che i nostri soldati non possono essere trattati così” dice Paglia a NotaPolitica. Classe 1970, maggiore dell’Esercito, già sottotenente paracadutista della Folgore e medaglia d’oro al valor militare per le azioni compiute in Somalia durante la Battaglia del Pastificio, il deputato di Fli era stato tra coloro che si erano opposti con maggiore vigore all’imbarco di personale militare come scorta armata alle imbarcazioni mercantili, sostenendo che il compito dovesse spettare a personale privato, i cosiddetti contractors. Quando la proposta dell’allora ministro della Difesa, Ignazio La Russa, stava per diventare legge, il basco amaranto aveva parlato di “militari in affitto”, e lanciato la provocazione di inserire nel ddl un emendamento che permettesse “a chi abita in posti isolati con alto tasso di criminalità di prendere in affitto a proprie spese una volante dei Carabinieri o un carro armato dell’Esercito per contrastare la delinquenza”. Ora però il deputato finiano lascia da parte i discorsi di merito e di opportunità della scelta per chiedere al governo la massima fermezza nel riportare a casa i due soldati: “Non ci si può piegare di fronte all’India. I nostri militari meritano maggiore rispetto e considerazione da parte di tutti”.

Onorevole, dove ha sbagliato la nostra diplomazia?
“Sicuramente la scorsa settimana, quando il ministro Terzi, è andato a stringere la mano al suo omologo indiano. I nostri marò allora erano già stati presi, e si sarebbero dovute cancellate tutte le visite ufficiali. Innanzitutto perché ancora oggi non si è ben capito quello che è accaduto. Non si è accertato nulla, e nonostante questo i nostri militari sono stati fatti deliberatamente scendere e presi in consegna, a quanto sembra illudendoli del fatto di dover semplicemente conferire con le autorità locali. Anche su questo punto non so per quale ragione il comandante della nave abbia acconsentito a far sbarcare i due marò. C’è tutta una serie di circostanze che a mio avviso si dovevano valutare meglio, e in ogni caso il governo italiano avrebbe dovuto farsi sentire da subito. Gli americani  non avrebbero mai permesso che ai loro soldati accadesse una cosa del genere”.

In commissione difesa vi è stato riferito qualcosa in più sulle dinamiche dell’accaduto, rispetto a quanto riportato dalla stampa?
“No, purtroppo no. Quello che è accaduto si doveva comunque immaginare con la proposta di legge dello scorso anno avanzata dal precedente governo, che prevedeva l’imbarco dei nostri soldati per difendere i mercantili dalla minaccia della pirateria. Già allora criticai quella scelta. Una cosa è l’ingaggio di contractor, ovvero personale civile, così come fanno tutti altri paesi. Un’altra è mandare i nostri militari a fare i baby sitter alle navi mercantili. È inammissibile. Non per niente anche la magistratura italiana ha aperto fascicolo su questo caso”.

Non sapete chi abbia detto alla nave di entrare in acque territoriali indiane, chi abbia ordinato ai due fucilieri del San Marco di consegnarsi?
“No, le cose che sappiamo noi sono le stesse che sapete voi. Purtroppo non sappiamo nulla di più”.

Quale dovrebbero essere passi successivi? Cosa deve, o cosa può fare l’Italia?
“Chiedere fermamente il rilascio immediato dei nostri militari. Anche a costo di interrompere ogni tipo di rapporto con l’India: trattative commerciali, contratti, diplomazia o quant’altro. L’Italia ha il dovere di mostrare attributi. Siamo stati noi, è stato il Parlamento ad autorizzare i militari ad imbarcarsi. I nostri soldati continuano semplicemente a fare il loro dovere, come sempre. Quello che è successo non è una loro colpa. Trovo assurdo e inammissibile che si possa anche solo minimamente pensare che abbiano aperto il fuoco per il solo gusto di farlo”.

Il rifiuto di far assistere gli esperti italiani alla perizia balistica fa pensare che l’atteggiamento dell’India non sia trasparente.
“Non lo è stato fin dall’inizio, a mio avviso. E lo si sarebbe dovuto capire fin da subito. Siamo stati troppo diplomatici. Non me ne voglia il ministro Terzi, però forse nella sua nuova carica pensava ancora di essere un ambasciatore, e non un ministro della Repubblica”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *