Tav: il governo tira dritto

By Redazione

marzo 5, 2012 politica

Sulla realizzazione del Tav non ci saranno né stop né passi indietro. Questa la posizione del governo ribadita ieri dal ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri: “Rimane sempre la fermezza sul fatto che l’opera debba andare avanti e debba essere conclusa”. Ma l’esecutivo preferisce parlare di fermezza, piuttosto che di linea dura. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, dichiara: “Spero prevalga il dialogo”. E ai leader della protesta No-Tav che nei giorni scorsi hanno affermato che le prove di forza non convengono a nessuno, il ministro Cancellieri risponde: “E infatti, non conviene a nessuno. Dovrebbero cominciare loro, però”.

Intanto ieri il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, si è recato a Palazzo Chigi per discutere delle compensazioni economiche che l’opera porterà sul territorio. “Il prossimo Cipe, il 9 marzo, sbloccherà i primi 20 milioni di euro” ha dichiarato Cota. I fondi stanziati, spiega il presidente piemontese, verranno reinvestiti “per potenziare la linea storica Torino-Bussoleno”. Cota ha riferito alla stampa di aver ”rappresentato al presidente Monti la posizione del governo regionale, fermo nel voler rispettare i tempi di realizzazione dell’opera ma fermo anche nella richiesta che vengono date compensazioni al territorio, che sono in parte già previste. Ci sono delle opere da fare per potenziare la linea storica – ha detto il presidente della Regione Piemonte, riferendosi all’attuale linea ferroviaria  – non possiamo abbandonare i pendolari e dobbiamo dare attenzione agli amministratori locali che hanno delle piccole opere da realizzare  per migliorare la valle”.

Il nodo-compensazioni è uno dei più delicati del confronto tra Stato e territorio, ed è su questo punto che si sono verificati gli attriti maggiori. Su 43 comuni della Valle di Susa coinvolti dalla realizzazione e dal passaggio della futura linea ad alta velocità, infatti, sono 24 le amministrazioni contrarie, a fronte di 19 che si sono espresse favorevolmente. Tra queste, figurano la città di Susa e il comune di Chiomonte, due dei centri maggiormente interessati.  Non è dunque con una “valle in lotta” che il governo ha a che fare, così come vorrebbe la propaganda No-Tav, ma con un’opinione pubblica locale sfaccettata e divisa, ostaggio sulla stampa e nei media delle tesi di chi fa la voce grossa con slogan e manifestazioni di forza. “Tutti quelli che hanno un’opinione contraria al movimento No Tav devono avere il coraggio di parlare” ha dichiarato ieri Renzo Augusto Pinard, sindaco di Chiomonte, al cui figlio sono state rivolte esplicite minacce. Determinante ad arginare l’allargamento delle contestazioni sarà quindi il rispetto da parte dell’esecutivo dei tempi e delle modalità di compensazione già concordate da tempo con gli enti locali.

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