2012: tasse da record

By Redazione

marzo 4, 2012 politica

Nel 2012 la pressione del fisco raggiungerà il 45%. Significa che per ogni mille euro guadagnati, i cittadini italiani dovranno versarne in un modo o nell’altro 450 alle casse dello stato. Un record assoluto, di cui i contribuenti avrebbero certo fatto a meno, che batte il precedente picco del 43,4% toccato nel 1997. A raccontarlo è la Cgia di Mestre, che ha tastato il polso del prelievo fiscale nelle tasche degli italiani degli ultimi 30 anni. Scoprendo così che tra il 1980 ed il 2011 è stata una lunga ma inarrestabile corsa al rialzo, con il carico fiscale sui contribuenti è aumentato di oltre 11 punti percentuali: dal 31,4% al 42,5% dell’anno appena trascorso. E nel 2012, con le previsioni al 45%, l’Italia rischia di diventare uno dei paesi più tartassati d’Europa.

“Il peggio è previsto per quest’anno” conferma l’associazione degli artigiani di Mestre. “Se nel 2011 la pressione fiscale  si è attestata al 42,5%, per il 2012 è prevista una crescita esponenziale che porterà il nostro carico fiscale a toccare il 45%. Un vero e proprio record che mai toccato nella storia recente del nostro Paese”. Ma non andrà poi molto meglio negli anni a venire: per il 2013, infatti, è previsto un livello di pressione fiscale al 44,9%, mentre nel 2014 questo potrebbe fermarsi, si fa per dire, al 44,6%. A condizionare la galoppata delle tasse, spiega la Cgia, è una concatenazione di fattori: l’introduzione dell’Imu, gli aumenti delle addizionali regionali Irpef, l’aumento delle accise sui carburanti,  l’incremento dell’Iva e l’aumento del prelievo sui titoli di stato.

I rincari più pesanti si prospettano infatti dalle regioni, e a farne le spese saranno soprattutto le aziende: “Lo sblocco dei tributi locali e regionali previsto per l’anno di imposta 2012 dal recente decreto sulle semplificazioni fiscali – dichiara il segretario della Cgia Mestre, Giuseppe Bortolussi – rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata per le imprese del Centro-Nord”. È proprio Bortolussi a spiegare il perché del suo allarme: “Se le Regioni, ormai sempre più a corto di risorse finanziarie, decideranno di aumentare l’aliquota Irap di circa un punto, portandola al limite massimo del 4,82% l’aggravio fiscale sulle imprese sarà di 3,5 miliardi di euro”.

Ma le brutte notizie non finiscono qui. Lo sblocco delle tasse locali, infatti, non riguarderà solo L’Irap. Bisogna infatti considerare anche il bollo auto, l’addizionale regionale sul gas metano e l’imposta regionale sostitutiva, i tributi ambientali provinciali, l’imposta di pubblicità, l’imposta sull’occupazione degli spazi pubblici ed altri tributi minori. “Vista la difficoltà che stanno vivendo le Regioni e gli Enti locali – spiega Bortolussi – non è da escludere che per i cittadini e le imprese il peso delle tasse locali sia destinato ad aumentare a dismisura. Speriamo che Sindaci e Governatori non approfittino di questo sblocco per fare cassa, altrimenti gli effetti della crisi sono destinati ad aumentare”.

Il 16 giugno arriva poi la prima rata dell’Imu, la reintrodotta imposta sugli immobili. In media, saranno 80 euro in più a carico di ogni famiglia, anche se nelle grandi città come Roma e Milano si prevedono picchi di oltre 450 euro. Non si ferma nemmeno l’ascesa della tassa rifiuti: tra il 2009 e il 2012 è cresciuta di oltre 7 punti percentuali, e i comuni non escludono ulteriori rincari. Da tenere d’occhio anche le accise e i mini-balzelli sui consumi. Il dl semplificazioni in discussione in parlamento, infatti, vuole introdurre un aumento dei tributi su birra e alcolici per raggranellare 100 milioni di euro destinati alla scuola.  

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