Volle morire in Piazza Grande

By Redazione

marzo 3, 2012 Cultura

Di solito per scrivere un ricordo dedicato ad un grande musicista come era Lucio Dalla bisognerebbe studiare nuovamente, ex post, tutta la sua discografia, contestualizzarla, comprendere il vero senso dei testi lirici e musicali, analizzare le differenze con le scene musicali parallele e vedere le influenze su quelle seguenti. Ma Lucio Dalla non era un uomo che meritasse un trattamento normale. Dalla si è sempre posto nei confronti dello showbiz in modo trasversale, univoco. Non voleva nulla in cambio. Si è mosso con una libertà d’animo e una spensieratezza artistica senza pari nel panorama pop italiano di ogni tempo. Era alternativo, di quelli veri, senza mai forzare la mano, senza mai sembrare la maschera costruita di sé stesso.

La canzone d’autore è tale quando la penna, la voce, la sensibilità dell’artista è riconoscibile nelle sue parole. Dalla, parlando di ladri e puttane a Sanremo, ha dato subito prova di ciò che era: una creatura fuori dagli schemi, il lupo di cui avrebbe predicato, anni dopo, attenzione. Un artista jazz trapiantato nel mondo delle armonie popolari. Un compositore in grado di trasmette emozioni con un semplice gorgheggio di voci. Inconfondibile in ogni sua veste, in ogni suo travestimento, ha sempre dato “scandalo” nel senso più antico del termine: gli altri, infatti, “inciampavano” nel vero senso della parola, se paragonati alla sua magnificente figura di artista a tuttotondo. Un amante della vita e della vita sul palco, Dalla era la rappresentazione fisica di cosa vuol dire essere noi stessi.

Un viso allegro, un bolognese puro con sangue blues e privo della paura di provocare terremoti da lesa maestà: pensate alla grandezza di “Caruso”, cantata con quel napoletano-non-napoletano sorretto da un timbro vocale da far venire su i brividi lungo la schiena.

Ecco: Dalla era un brivido lungo la scalinata ricca di starlette della musica italiana. Era quello che, sigaretta in bocca e dita sul pianoforte, poteva comporre in qualsiasi momento la canzone della vita e poi, inesorabilmente, dimenticarsela. La sua discografia lo farà grande ancora per moltissimi anni, ma la nostra convinzione della sua irrepetibilità, lo fa assurgere ai nostri occhi come pater familias dell’amore e dedizione verso la cosa più bella che esista in natura: la musica. Grazie davvero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *