Non solo questione di economia

By Redazione

marzo 1, 2012 Cultura

Nelle ultime settimane, anche e soprattutto grazie al dibattito sul famigerato articolo 18, l’attenzione sul tema del lavoro ha ripreso quota. Se ne sono accorti tutti, perché se ne parla ovunque, ogni giorno. Licenziamenti facili, licenziamenti difficili, contratti nazionali, e via discorrendo. Molti sono quelli che sostengono che per ravvivare il nostro stagnante mercato del lavoro bisogna rendere i licenziamenti meno difficili.

Altri sostengono che il vero, grande problema sia invece il costo dei lavoratori in termini di tasse e burocrazia. Altri ancora puntano il dito verso la criminalità organizzata, quel cancro che impedisce agli imprenditori di operare liberamente sul territorio, tenendoli sotto costante scacco. Sono temi reali ed è bene che se ne parli. Ma queste problematiche forniscono solo un’istantanea parziale delle questioni che girano intorno al problema.

Questioni di cultura, di tradizione, caratteristiche radicate nel nostro modo di pensare. Dal secondo dopoguerra, da italiani abbiamo recepito e interpretato a modo nostro le suggestioni provenienti dall’estero, che ci hanno fatto sentire di volta in volta antiquati, inadeguati, arretrati. Le abbiamo accolte, fatte nostre, calate nella nostra realtà, adattate al nostro modo di pensare. Si tratta probabilmente di una colpa collettiva, dalla quale nessuno può dirsi esente. Vogliamo un mercato del lavoro americano, lavoratori con un’etica del lavoro americana, gente proattiva e dedita all’azienda. Ma non abbiamo la stessa mentalità e rischiamo di scimmiottare malamente gli esempi a stelle e strisce. Vittime privilegiate di questa inadeguatezza, manco a dirlo, le donne.

Di seguito riportiamo alcuni esempi di annunci di lavoro trovati su internet.

Dalle sezioni “offro lavoro”:

– cercasi governante 35/45 anni stagionale giugno/settembre libera da impegni familiari per lavoro in Sicilia isole eolie , con referenze.
– Società operante nel settore della consulenza immobiliare – creditizia-legale, ricerca socia/donna di età compresa fra i 35 – 55 anni, di bella presenza, libera da impegni familiari e automunita.
– cercasi figura femminile da inserire negli uffici dell’azienda che si occupa di esportazione prodotti verdurieri. E’ richieste la qualifica di ragioniera con esperienza nel settore amministrativo – logistico – flessibilità negli orari – liberi da impegni familiari – automunita.

Essere libera da impegni familiari sembra essere requisito fondamentale per accedere al mondo del lavoro. Ecco come mai nelle sezioni “cerco lavoro” compaiono annunci di questo tipo:

– Referenziata, pratica di R.C.A. e Pc, seria, libera da impegni familiari. Cerco impiego o collaborazione presso studi Legali o Tecnici che si occupino di pratiche automobilistiche, perizie e/o sinistri in genere.

Annunci di questo tipo negli Stati Uniti non potrebbero mai comparire, per una semplice ragione: sono illegali. Durante un colloquio di lavoro è illegale chiedere ad un candidato se è sposato o intende farlo. È illegale chiedere se ha figli o intende averne. Ma è anche illegale fare domande sull’etnia di un candidato, sulle sue origini, sulla sua età. Negli Stati Uniti la questione della famosa clausola ‘maternità’ presente nei contratti delle collaboratrici Rai non sarebbe potuta esistere, perché una clausola del genere sarebbe stata semplicemente illegale. 

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