Sulle tasse saranno fiscali

By Redazione

febbraio 29, 2012 politica

Riequilibrio del sistema impositivo e lotta all’evasione. Ecco gli obiettivi del governo in tema di prelievo fiscale: quest’ultimo si sposterà gradualmente dalle imposte dirette a quelle indirette, a cominciare dalla revisione del sistema estimativo del catasto. Ma anche “relativamente alla tassazione dei redditi finanziari”. Perché, ha spiegato ieri Mario Monti, “la riforma fiscale avrà tra gli obiettivi la riduzione degli effetti distorsivi delle scelte degli operatori economici”. A un’eventuale riduzione della pressione fiscale, però, il premier non fa nemmeno accenno.

12 miliardi di euro: è quanto recuperato nel 2011 dalla lotta all’evasione fiscale. Ma a Monti non basta dividere i meriti con l’esecutivo del suo predecessore, Silvio Berlusconi. Per questo ieri l’altro, nella doppia veste di premier e ministro dell’Economia e Finanze, ha voluto far sedere al suo fianco il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, i sottosegretari Vieri Ceriani e Gianfranco Polillo, nonché i vertici dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane, del Territorio, ma anche della Guardia di Finanza e dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato: la nuova “task force antievasione” che ha il compito di pianificare le nuove strategie di contrasto all’evasione. Come ad esempio l’annunciata caccia grossa ai “paradisi fiscali”.

Un assaggio di quello che avverrà arriva per bocca del Comandante Generale della Guardia di Finanza, generale di corpo d’armata Nino Di Paolo: “La nostra strategia per il 2012 si fonda su due direttrici principali: approccio trasversale e qualità dell’azione”. Da un lato, dunque, la volontà di “non limitarsi a scoprire le basi imponibili sottratte a tassazione, ma riuscire a cogliere tutti gli altri profili di illegalità che a queste sono connessi”, dal momento che “le differenti fenomenologie di illecito economico-finanziario presentano sempre un comune denominatore”. Dall’altro, la capacità delle indagini “di tradursi in un effettivo recupero di risorse alle casse dell’erario, attraverso la solidità dell’impianto probatorio e l’adozione degli strumenti cautelari di natura reale”. Perché, spiega Di Paolo, “l’efficacia e l’efficienza della nostra azione va considerata anche in funzione dell’effettivo e concreto recupero di risorse erariali”. In poche parole: niente cash, niente risultato.

Quattro le linee di azione individuate: un’attenta attività di verifica attraverso intelligence ed controllo del territorio; il coordinamento con l’Agenzia delle Entrate; una “costante e diffusa aggressione dei patrimoni dei responsabili dei reati tributari, per aumentare i sequestri di beni”, e, non ultimo, il controllo serrato sul rilascio degli scontrini e delle ricevute fiscali. Scandagli a tappeto, dunque, per recuperare il “maltolto” sia dal grande che dal piccolo evasore.

 

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