Murdoch tenta di rilanciare il Sun

By Redazione

febbraio 29, 2012 Esteri

Domenica è stato il giorno del Sun on Sunday, il domenicale della scuderia di Rupert Murdoch chiamato a sostituire il vuoto lasciato dalla chiusura del News of the world travolto dallo scandalo delle telefonate intercettate e manipolate che ha profondamente scosso il gruppo News International la scorsa estate. Il magnate australiano, atterrato appositamente a Londra per seguire gli ultimi lavori in redazione, ha annunciato che ne sono state vendute tre milioni di copie. Secondo dati raccolti a gennaio, durante la settimana il Sun ha venduto in media 2.700.000 copie, con un pubblico totale di sette milioni di lettori.

Mentre una decina di giornalisti sono finiti in manette con le indagini che stanno proseguendo da mesi, compreso uno dei vicedirettori della testata, Murdoch vuole rialzare la testa: da quel giornale è partita la sua corsa tra la fine degli Anni ’60 e l’inizio dei ’70, per costruire un impero mediatico che va dall’Australia agli Stati Uniti e con basi operative in Europa, Italia compresa. Televisioni, radio, il primo quotidiano appositamente studiato per l’iPad (The Daily, un esperimento non pienamente riuscito): ma il Sun in casa Murdoch è ormai un affetto di famiglia.

E mentre il dibattito all’interno del mondo editoriale continua ad aggiornare la data entro la quale la carta stampata cesserà una volta per tutte di esistere, accade dell’altro. Per esempio che in Gran Bretagna si stia scatenando una guerra dal valore di 10 milioni di sterline (quasi 11 milioni e ottocentomila euro) per investimenti pubblicitari. Il Sun on Sunday ha aperto nuovi spazi e a beneficiarne dovrebbe essere in particolare ITV, la più grande rete commerciale dell’isola che in fatto di pubblicità teme un declino delle entrate stimato dagli analisti tra il 3 e il 5% nel primo quadrimestre 2012. Poi è arrivato Murdoch con una cifra che varia tra i 3 e i 7 milioni di sterline da investire nella campagna di lancio del nuovo prodotto.

I conti sono fatti: tra il Daily Star Sunday, il Sunday Mirror e il Mail on Sunday dovrebbero essere messi sul piatto altri due milioni di sterline per controbattere all’offensiva del Sun che va dalle frequenze televisive a quelle radiofoniche, dal momento che News International ha siglato un pesante contratto anche con Global Radio, proprietaria di stazioni di ampio respiro nazionale come Capital FM e Classic FM. Una guerra che il vecchio Rupert non può permettersi di perdere se non vuole finire accerchiato un’altra volta dai detrattori.

In questo panorama di massicci investimenti sulla carta, spicca il successo ottenuto dalla rivista di satira Private Eye, fondata nel1961. Lo stile di Private Eye è irrisorio nei confronti di tutti i personaggi dell’attualità britannica, senza eccezioni politiche e regali, e fa grande uso di fotografie all’interno delle quali vengono inseriti dialoghi che prendono in giro i protagonisti. Il successo del prodotto resiste al tempo, tanto che tra il 2010 e il 2011 prima ha registrato due notevoli incrementi nelle vendite. Due anni fa ha ottenuto una media di 210.000 copie a numero per un aumento rispetto al 2009 del 3,4% che ha riportato Private Eye sui livelli del 1992, mentre nel 2011 la scalata non si è arrestata, con un ulteriore +11%: il miglior risultato di sempre dal1986 aquesta parte. 

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