Liberalizzazioni verso l’ok

By Redazione

febbraio 28, 2012 politica

Continua il tira e molla del parlamento sul decreto liberalizzazioni, varato dal governo non più di qualche settimana fa. A sentire Simona Vicari, la senatrice del Pdl che si è assunta l’onere di svolgere la funzione di relatrice del testo, sulle farmacie è stato raggiunto un compromesso al ribasso. Verrà alzata la soglia di abitanti necessari per la rendere possibile l’apertura di nuovi esercizi nei territori comunali. Da 3000, cifra uscita dal Consiglio dei ministri, si passerà a 3.300. Il tutto per far fronte alle pressioni del Pdl: un compromesso con la quota 3.500, che gli azzurri chiedevano come limite minimo.

Sempre Vicari ha confermato le indiscrezioni emerse negli scorsi giorni sul fronte taxi. L’Autority inizialmente preposta al vaglio delle situazioni nelle singole città e all’attuazione dei provvedimenti del caso, svolgerà esclusivamente una funzione di controllo. Ancora non è chiaro se avrà la facoltà di esprimere pareri vincolanti. Quel che è certo è che le decisioni sulle eventuali liberalizzazioni del settore saranno in mano ai primi cittadini.

Qualche notizia positiva per il fronte dei liberalizzatori è arrivata nella notte tra lunedì e martedì. In una seduta fiume, poi perfezionata nel corso di ieri, la commissione Industria di Palazzo Madama ha approvato la separazione di Eni e Snam entro il settembre dell’anno prossimo, oltre le nuove norme che regoleranno i tribunali per le imprese (saranno venti su tutto il territorio nazionale) e i tirocini dei magistrati. Sveltite le procedure per la portabilità dei mutui da un istituto bancario all’altro.

Passa anche la norma pro-giovani: gli under 35 potranno aprire una società con un solo euro di capitale, senza pagare le spese notarili. Una tassa, invece, graverà sulle grandi imprese: chi dichiarerà ricavi superiori ai 50 milioni di euro dovrà devolvere lo 0,08 per mille del proprio fatturato per finanziare l’Antitrust.

Soddisfazione da parte dei due principali partiti. Il Pdl, per bocca del capogruppo in Senato Maurizio Gasparri, ha fatto sapere che il provvedimento “è ormai in drittura d’arrivo”, sottolineando che “il progresso nella modernizzazione del paese” ha tenuto conto delle “varie problematiche” sottoposte dagli azzurri al governo. “Complessivamente positivo” il giudizio della collega Anna Finocchiaro, capogruppo a Palazzo Madama per il Pd, che sottolinea come “il contributo dei Democratici sia stato fondamentale”.

Un no secco è arrivato dalle opposizioni: sia l’Italia dei Valori che la Lega bocciano con decisione l’accordo che l’esecutivo ha trovato con la propria maggioranza parlamentare. Il Carroccio, a quanto ha affermato Roberto Calderoli, ha convocato il Parlamento padano per studiare misure di “disobbedienza civile” contro le norme previste nel decreto.

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