“Le banche giocano d’azzardo”

By Redazione

febbraio 28, 2012 politica

Le banche? Sono come le bische. È la metafora sfornata ieri da Giulio Tremonti, che preso di mira la politica dei prestiti da parte della Banca Centrale Europea agli istituti di credito privati. “La Bce presta all’1% senza condizioni alle banche” ha detto l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze. “Ma se vai in banca non ti danno l’1%. Se sei un Governo devi pagare il 5-6%. Con quell’1% per tre anni le banche possono fare quello che vogliono. Non hanno vincoli ad impiegare per le Pmi, non hanno vincoli o obblighi per staccarsi i bonus”. La soluzione proposta da Tremonti è che le banche vengano suddivise in due categorie: “Le banche produttive, che fanno i finanziamenti alle imprese, alle PMI, ai lavoratori alle famiglie, alle comunità, e le banche che fanno la bisca, il casinò. Non si può continuare come adesso a fare la speculazione, la bisca, le scommesse, con i soldi dei risparmiatori depositati. Non è più accettabile. Bisogna tornare a come era il mondo fino agli anni ’90, dove le banche facevano le banche e i casinò facevano i casinò”.

Come è successo? Per sopperire alla crisi di liquidità degli istituti di credito, la Bce ha deciso di intraprendere una politica di finanziamenti alle banche a tasso ridottissimo. L’1%, per l’appunto. Obiettivo: far si che gli istituti di credito avessero abbastanza denaro liquido per poter rifinanziare a loro volta il sistema delle imprese dando ossigeno alla ripresa. Il problema evidenziato da Tremonti, però, è che alle banche non è stato imposto alcun vincolo ad adottare il tasso agevolato anche nei finanziamenti all’impresa. Non solo: le banche non sono nemmeno obbligate ad utilizzare quel denaro per fare prestiti alle aziende. Infatti, così come riportato da una recente ricerca della Cgia di Mestre, nonostante l’abbondante iniezione di denaro liquido da parte della Banca Centrale Europea, sono sempre meno le banche che accettano le richieste di prestiti o mutui da parte delle imprese. E le poche che lo fanno applicano tassi esosi, anche del 4,97% per i prestiti di durata inferiore ad un anno (fonte Cgia). Un’anomalia che spiega bene l’invettiva tremontiana di ieri: “Se c’è un settore che riceve aiuti di Stato vietati dall’Europa, è il settore bancario”. Però adesso basta, dice l’ex ministro. Rien ne va plus.

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