Pdl a Catania: polemiche e unità

By Redazione

febbraio 27, 2012 politica

Un giorno intenso. A partire dalle prime ore del mattino di sabato fino all’alba della domenica, che ha salutato la nascita di un partito nuovo. A Catania va in archivio il primo congresso del Pdl con l’elezione dei coordinatori provinciale e cittadino, ma soprattutto con il tanto auspicato e realizzato ricambio generazionale.

La media età degli eletti non supera i 32 anni, una notizia che ha soddisfatto sia gli iscritti che i dirigenti. Ma al di là di dati e percentuali – nonostante la presenza di più mozioni, il 96% di voti ottenuti da quella vincitrice, fa pensare piuttosto ad un momento unitario – il primo congresso provinciale catanese passerà alla storia per le polemiche, i tentativi di ribaltone, le tensioni e le accuse lanciate dal palco.

Il tavolo di presidenza, guidato da Ignazio La Russa, ha concesso la parola a tutti per attaccare o difendere, rilanciare oppure dare spiegazioni. Duro, diretto e chiaro il messaggio lanciato da Basilio Catanoso, parlamentare azzurro proveniente dalle fila di An: un secco no a qualsiasi accordo nel presente e nel futuro con il presidente regionale Raffaele Lombardo e il suo partito, l’Mpa. Ipotesi fatta circolare nei giorni scorsi da altri esponenti cittadini del partito. Catanoso ha poi attaccato il sindaco, il compagno di partito Raffaele Stancanelli: “La città deve uscire da certe logiche in cui s’è impantanata a causa di una guida incerta, e deve ribellarsi alle logiche mafiose esistenti all’interno di enti pubblici e privati”.

Ma l’assalto vero a Lombardo è arrivato poco dopo. A sferrarlo è il senatore Pino Firrarello, uno dei grandi vecchi del partito: “Sta rovinando la Sicilia con la sua incapacità e la sua presunzione, sta infangando la regione con azioni di cui la magistratura dovrebbe tenere conto. No a qualsiasi alleanza con l’Mpa, il comune di Catania purtroppo è un esempio negativo che va cancellato”.

Sul palco è dunque salito Stancanelli che ha cercato di costruire la propria difesa: “Perché parlare del mio operato quando esistono tanti problemi da affrontare all’interno del partito?” Una linea che non è sembrata, al netto dell’applausometro, riscuotere particolare successo tra l’uditorio.

Maggiore interesse ha ottenuto la mozione Iraci – Bellavia, i cosidetti “frondisti”. Rimasti fuori dalle intese raggiunte prima del congresso, sono fautori di una battagliera rivoluzione generazionale, da molti additata come una scusa per rivendicare un posto nella stanza dei bottoni. Al centro della loro mozione, Partecipazione, radicamento, territorio e meritocrazia. Argomenti affascinanti, ma giudicati privi di contenuto dalla maggioranza dei delegati: Catanoso ha infatti nettamente battuto Iraci in provincia (96% a 4%). Analogo risultato in città, dove Gibiino ha superato Bellavia, raccogliendo un consenso ugualmente ampio, pari al 92%.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *