La campagna di Russia

By Redazione

febbraio 27, 2012 Esteri

A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali in Russia, dove salvo clamorosi ed improbabili colpi di scena verrà eletto il contestatissimo Vladimir Putin, la tensione nel paese resta alta. Continuano infatti senza soste le proteste da parte degli oppositori che, organizzati nel “Movimento Bianco”, ritengono che l’ex agente segreto russo (attuale Primo Ministro della Federazione e già Presidente) vincerà le elezioni solo grazie al ricorso ai brogli.

Gran parte degli attivisti anti-Putin, infatti, chiede che nel paese si svolgano elezioni libere e che il candidato sgradito si faccia da parte. Queste le richieste sollevate anche in occasione del maxi-girotondo che domenica ha circondato il centro di Mosca. Una manifestazione a cui hanno partecipato migliaia di persone e che secondo numerosi analisti rappresenta l’ennesimo successo delle opposizioni.

Sui numeri relativi alla partecipazione c’è stato, come solito, disaccordo: il Ministero degli Interni ha stimato in “non più di 11mila” i partecipanti, mentre per gli organizzatori della “Lega degli Elettori” e del movimento “Per Elezioni Oneste” sarebbero state almeno 40mila le persone che hanno dato vita all’imponente catena umana.

Ma se le opposizioni manifestano civilmente, c’è anche chi aveva in mente metodi più drastici per colpire Putin. La televisione di stato russa, infatti, ha reso noto che i servizi segreti russi, con l’ausilio del contro-spionaggio ucraino, avrebbero sventato un piano di attentato ai danni del futuro inquilino del Cremlino. A confermarlo è stata Marina Ostapenko, portavoce del servizio di sicurezza ucraino, la quale ha affermato che un gruppo terroristico di matrice islamica attivo nel Caucaso, stava progettando un attentato dinamitardo volto a colpire al cuore il Cremlino.

Ma in Russia c’è comunque molto scetticismo su questa notizia. Secondo alcuni, infatti, il fatto che il piano sia stato sventato così a ridosso delle elezioni presidenziali del 4 marzo è suonato come una trovata elettorale volta a raccogliere consensi tra i liberali ed i nazionalisti di Mosca e San Pietroburgo. Una fetta di elettorato molto importante estremamente attenta alla minaccia islamica nel Caucaso settentrionale e che pare essersi allontanata da Putin.

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