La Chiesa non sia statalista

By Redazione

febbraio 26, 2012 Esteri

Pubblichiamo la lettera che Lisa Miller, fondatrice del Tea Party di Washington DC, ha spedito a testate quotidiane cartacee e online la scorsa settimana

Parlo raramente di questioni sociali e religiose, ma è evidente che il nostro declino morale di Nazione coincide con la crescita dei poteri dello Stato e con la distorsione dei diritti naturali. Entrambe le cose ci hanno portato al punto in cui cattivi comportamenti sono sussidiati e una condotta virtuosa viene punita. Papa Giovanni Paolo II era stato molto chiaro sui pericoli del welfare state e aveva espresso un’inequivocabile posizione dottrinale a sostegno di un governo limitato, basato sul principio della sussidiarietà. Nell’enciclica Centesimus Annus del 1991, Giovanni Paolo II scriveva: “Negli anni recenti, le dimensioni dell’interventismo si sono enormemente espanse, al punto di creare un nuovo tipo di Stato, chiamato welfare state. Ciò è avvenuto in alcuni Paesi per risponder meglio ai bisogni dei cittadini e alla domanda di porre rimedio a condizioni di povertà e privazione non degni della persona. Tuttavia, eccessi e abusi, specialmente negli ultimi anni, hanno provocato una forte critica del welfare state, soprannominato Stato assistenziale. Malfunzionamenti e difetti dello Stato assistenziale sono il risultato di una scarsa comprensione dei compiti propri dello Stato. Qui, ancora, il principio di sussidiarietà deve essere rispettato: una comunità di ordine superiore non deve interferire con la vita interna di una comunità di ordine inferiore, privando quest’ultima delle sue funzioni. Dovrebbe piuttosto sostenerla, in caso di bisogno e aiutarla a coordinarsi con il resto della società, sempre in vista di un bene comune. Intervenendo direttamente e privando la società della sua responsabilità, lo Stato assistenziale comporta la perdita di energie umane e una crescita disordinata di apparati, dominati più dalla mentalità burocratica che non dalla volontà di servire il prossimo. E ciò è accompagnato da un’enorme crescita di spesa. Di fatto, la natura dei problemi è meglio compresa dalle persone più vicine a coloro che sono nel bisogno”.

Gli obiettivi fondamentali del Tea Party sono: responsabilità fiscale, governo limitato dalla Costituzione e libero mercato. Per “libero mercato”, si intende un mercato libero dall’usurpazione e dalla partecipazione dello Stato. Che deve essere limitato al ruolo di arbitro e guardiano, lasciando ai privati il commercio, la carità, i loro dirittieresponsabilità.

Essendo una cattolica che vive nel ventre di Washington DC, ho assistito all’attività politica della Conferenza Statunitense dei Vescovi Cattolici. Essi vogliono con urgenza politica stataliste, spogliandoci dei nostri diritti naturali e violando il principio di sussidiarietà. Abbiamo una crisi nella Chiesa e i vescovi devono comprendere che la loro promozione di ideali utopistici, di una riforma della sanità pubblica economicamente distruttiva, ci priva della libertà e ci avvicina a un collasso in stile greco.

La Chiesa è ora tentata dal sostegno alla scuola pubblica, perché i cattolici sono stati impoveriti dalla spesa pubblica. I vescovi statunitensi dovrebbero, invece, sostenere l’eliminazione del Dipartimento dell’Educazione e privatizzare tutte le scuole pubbliche. Dovrebbero sostenere altri metodi, già sperimentati, di finanziamenti individuali, carità, locali e tutt’al più a livello di singolo stato. Questi soggetti locali devono poter regolamentare e supervisionare l’accesso ai crediti e ai buoni scuola delle famiglie degli studenti, ma non gestire direttamente le scuole.

Se la Chiesa cede alla tentazione della scuola pubblica, il curriculum degli studenti sarà dettato dallo Stato, come avviene in Svezia. Perderà il controllo, non solo sulle tariffe dell’istruzione, ma aiuterà l’avanzata di quel laicismo che la sta distruggendo. Un finanziamento centralizzato ha sempre comportato una perdita di libertà e il presidente Barack Obama, o ogni futuro presidente, sarà in grado di imporre la propria ideologia alle scuole cattoliche, se solo potesse sottrarre ai genitori la responsabilità di pagare gli studi ai loro figli.

Se sei cattolico, per favore, diffondi questo messaggio ai preti e ai vescovi che conosci. Convincili a unirsi al Tea Party e a comprendere come un governo limitato serva meglio il loro gregge. E consenta quella libertà che ci permette di sviluppare al meglio i doni che il Signore ci ha dato per servirlo meglio.

Traduzione a cura di Stefano Magni

 

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