Google Plus, chi l’ha visto?

By Redazione

febbraio 24, 2012 Cultura

Che fine ha fatto Google+? Il social network prodotto dal motore di ricerca più famoso e cliccato del mondo avrebbe dovuto rivoluzionare il web, e invece, dopo il boom iniziale, oggi vivacchia in un limbo di sostanziale stasi. Dall’avvento di Facebook, impostosi come nuovo paradigma assoluto delle reti sociali on-line, la vita per i concorrenti è diventata del resto improba. Solo Twitter regge il confronto, soprattutto per la sua capacità di diffondere le news a macchia d’olio in brevissimo tempo e per la sensazione che offre all’utente di poter parlare senza intermediari a chiunque, vip compresi. 

Per Google plus è andata diversamente. L’idea di lanciarne inizialmente una versione beta disponibile soltanto per pochi eletti è stata sicuramente pagante: tutti volevano il proprio account, tutti volevano essere tra i primi per dire “io c’ero”. Persino Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook, era stato tra i primi ad inaugurare il suo profilo. E così, quando nel settembre scorso Google+ era stato finalmente aperto a tutti, vi si erano in breve tempo oltre 30 milioni di persone. Un successo senza precedenti. Poi, però, erano cominciati i problemi: l’onda positiva si era fermata con l’esaurirsi dell’effetto-novità, e molti degli utenti iniziali avevano cominciato ad abbandonare il social network.

Perché? Le spiegazioni che la rete ha provato a dare al fenomeno sono molte. Come le eccessive restrizioni sul fronte della privacy,  lo scarso appeal o l’inefficacia del sistema di condivisione tramite i cosiddetti “plus one”, o la mancanza dei giochini perditempo in stile “Farmville”. Ma quello che ha pesato di più sembra essere la sostanziale mancanza di elementi rivoluzionari rispetto ai “già visti” Facebook, Twitter &co. Qualcuno avanza l’ipotesi che, piuttosto che trasferirsi sul nuovo social per fare le stesse cose che si potevano fare benissimo altrove, gli utenti abbiano preferito restare dov’erano. Come dire che il social network di Google, a parte il nome, di “plus” non avrebbe proprio nulla. 

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