Assad: “Uccidete i reporter”

By Redazione

febbraio 24, 2012 Esteri

La situazione in Siria continua ad aggravarsi ora dopo ora. L’esercito lealista prosegue incessantemente nei bombardamenti della città di Homs continuando a mietere decine di vittime sotto gli occhi apparentemente impotenti della comunità internazionale.

Nella giornata di ieri l’Osservatorio per i Diritti Umani di Londra, ha denunciato “terrificanti bombardamenti” che sarebbero iniziati sin dalle primissime ore del mattino nei quartieri di Baba Amr ed Inshaat, ma anche in altri sobborghi di Homs ed in altre città siriane. Gli attivisti anti-regime hanno inoltre diffuso la notizia di alcuni morti nelle regioni di Idlib, Aleppo e Dayr al-Zor tra cui figurerebbe anche un bambino di 8 anni.

Intanto una commissione d’inchiesta dell’ONU, guidata dal brasiliano Paulo Sergio Pinheiro, pare avere scovato prove che legherebbero alcuni alti funzionari del regime (incluso il Presidente Assad) ad abusi che prevedono indagini per crimini contro l’umanità. Nel dossier, presentato all’Ufficio per i Diritti Umani di Ginevra, figurerebbero anche i nomi di alcuni gruppi di opposizione al regime che si sarebbero macchiati di delitti analoghi per quanto “non paragonabili in scala ed organizzazione a quelli perpetrati dal regime”.

Accuse gravi ma comunque prevedibili, considerando le notizie che giungono continuamente dalla Siria. E se la denuncia dell’ONU non fosse sufficiente a far capire l’inaudita violenza della repressione, giunge oggi anche la denuncia dell’inviato del quotidiano francese Libération, Jean-Pierre Perrin, appena rientrato in patria dopo diversi giorni nella città di Homs (dove tra l’altro aveva collaborato con Remi Ochlik, il fotoreporter ucciso mercoledì): Perrin ha descritto la città come “prostrata dai bombardamenti”. I cecchini, racconta, sparano a tutto ciò che si muove e “l’esercito ha dato indicazioni affinché vengano uccisi tutti i giornalisti che mettono piede sul suolo siriano”.

Una notizia sconvolgente che rende ancor più drammatica la situazione nel paese. Intanto l’UE fa sapere di aver preparato un nuovo pacchetto di sanzioni da imporre al regime di Damasco, per quanto sia tramontata l’ipotesi di imporre un embargo all’importazione di solfati dalla Siria “per il mancato accordo tra i 27”.  Ma lo scetticismo sulla reale efficacia di questo genere di misure cresce e non a caso a Bruxelles si sta lavorando sull’ipotesi di richiedere un cessate-il-fuoco di alcune ore al giorno per permettere agli aiuti umanitari di raggiungere la popolazione delle aree in cui si combatte. La decisione definitiva dovrebbe essere presa lunedì prossimo, lasciando passare altri giorni che costeranno la vita ad altre persone.

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