Sky batte Mediaset

By Redazione

febbraio 23, 2012 politica

Alla fine Sky batte Mediaset. Il numero di sportivi incollati alla tv durante la Champions League non è indicativo in questo caso, anzi non c’entra proprio. Il teatro della sfida in questione è la sede del collegio arbitrale di Parigi, a cui l’azienda della famiglia Berlusconi si rivolse per accusare la rivale di aver violato gli impegni presi con l’Unione Europea al tempo della fusione tra Stream e Tele+. Ma nella disputa c’è anche altro, una sfida nella sfida per dimostrare la leadership fra network.

Per comprendere a fondo la faccenda bisogna tornare indietro di ben quattro anni, all’inizio della storia. Nel 2008 infatti Sky acquista dalla Rai, per la cifra di 130 mila euro, un pacchetto comprendente i Mondiali di calcio del 2010, le Olimpiadi invernali di Vancouver  e i Giochi Olimpici che si svolgeranno quest’anno a Londra. Accordo conveniente anche per mamma Rai, a cui viene concessa la possibilità di trasmettere in chiaro le 25 gare più importanti del Mondiale, comprese quelle della nazionale di calcio. L’intesa rischia di stritolare Mediaset che in extremis prova a convincere Murdoch a concedere l’autorizzazione per mandare in onda le partite sui canali del digitale terrestre. La risposta è lapidaria: un no secco e senza margini di trattativa. Rifiuto dettato anche dalla situazione di grande tensione che si respirava al tempo per alcune mosse del governo Berlusconi, mal digerite dal network satellitare. A tali motivazioni vanno aggiunti gli ostacoli che lo stesso Silvio Berlusconi avrebbe posto all’ingresso di Sky nel digitale terrestre mesi prima.

Ed allora via alla battaglia legale, con Mediaset pronta a rivolgersi alla corte di Parigi per chiedere di rendere tali diritti disponibili ad altri operatori televisivi prima dell’inizio dei Mondiali. Al tempo stesso viene avanzata la richiesta di risarcimento dei danni derivanti dalla mancata trasmissione dei Campionati del Mondo di calcio nell’ambito della propria offerta a pagamento Mediaset Premium.

Ma le cose non sono andate nel verso sperato, e la conferma è arrivata nei giorni scorsi. Ad essere accolta è stata la tesi di Sky: gli arbitri, infatti, hanno negato che i diritti di trasmettere i Mondiali possano ricadere nell’ambito applicativo degli impegni presi con l’Ue perché riguardano un evento non essenziale per la competitività di un operatore televisivo concorrente, dal momento che si svolgono in poche settimane ogni quattro anni. Quindi niente partite e, ovviamente, niente risarcimento. 

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