La Siria sanguina, il mondo guarda

By Redazione

febbraio 23, 2012 Esteri

Da ormai 20 giorni le forze armate siriane fedeli al regime di Bashar al-Assad continuano a bombardare il distretto sunnita della città di Homs proseguendo nel massacro di centinaia di persone. Nella sola giornata di mercoledì, secondo fonti vicine ai movimenti per i diritti civili, le vittime sarebbero state almeno 80, dimostrando l’inaudita ferocia con cui il regime si è scagliato contro gli oppositori.

Una situazione sempre più drammatica che, purtroppo, non vede ancora una ferma azione da parte della comunità internazionale bloccata dal veto di Russia e Cina. Mosca e Pechino continuano infatti nella proprio ferma presa di posizione che non consente una decisa azione da parte della comunità internazionale, ma sono sempre più isolate a livello internazionale.

Una dimostrazione di ciò viene anche dal rifiuto manifestato dall’Arabia Saudita di accogliere gli emissari del Cremlino per discutere dell’argomento. La Russia, infatti, pare intenzionata a trovare nuovi sostenitori alla propria proposta diplomatica, ma per il momento continua a godere “solo” del sostegno cinese e non riesce a fare breccia in nessun altro paese.

E intanto il bagno di sangue in Siria procede e tra le vittime appaiono ora anche 2 reporter occidentali. Una notizia che ha certamente contribuito ad accrescere ulteriormente l’indignazione dell’Occidente che, oggi più che mai, non sembra più essere così convinto di non intervenire militarmente nel paese.

Non a caso il Segretario agli Esteri britannico William Hague, che lo scorso agosto aveva escluso senza mezzi termini la possibilità di avviare una campagna militare in Siria, ha tenuto a precisare che la Gran Bretagna “osserva inorridita” e che farà tutto il possibile affinché Assad lasci il potere e si ristabilisca la calma nel paese. Hague ha inoltre sottolineato che l’intervento militare sarebbe di “proporzioni molto più ampie rispetto a quello condotto in Libia” lasciando intendere che sono state fatte valutazioni anche di questo tipo e che, almeno per il momento, continuano ad essere escluse.

Londra ha comunque reso noto che è intenzionata a chiedere alla comunità internazionale di aumentare ulteriormente le sanzioni ai danni di Damasco nella speranza che questa manovra possa definitivamente soffocare il regime di Assad.

È comunque lecito domandarsi se le sanzioni, che fino ad ora non hanno avuto alcun effetto, possano realmente essere la strada giusta da percorrere. Infatti per le strade siriane si continua a combattere e ad averne la peggio è la popolazione civile, la stessa che rischia di cadere vittima delle sanzioni.

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