Terzi occupa la Farnesina

By Redazione

febbraio 21, 2012 politica

Il primo assalto della “vecchia guardia” degli ambasciatori – un drappello di ispirazione politica composita, in cui militano, tra gli altri, il consigliere diplomatico del presidente Napolitano, Stefano Stefanini, l’ambasciatore a Berna Giuseppe Deodato e quello presso la Nato, Riccardo Sessa – per prorogare l’età di pensionamento, è andato a vuoto.

L’emendamento al “mille proroghe”, presentato alla Camera in loro favore da Fli, non è stato adottato e – a quanto si apprende dallo stesso ministro su mezzo stampa – anche al Senato per lo stesso Terzi e le altre vetuste feluche, non ci sono stati spazi per un’ ulteriore manovra, che pure era stata architettata con l’appoggio del presidente della commissione esteri Lamberto Dini, insomma, di un altro ragazzino. Partita chiusa? Ma che!

Visto che l’Italia è notoriamente un paese per vecchi, i sessanta vegliardi firmatari dell’appello a Monti, non si sono dati affatto per vinti. Con buona pace degli altri ottocentonovanta sulla cui pelle passerebbe tale misura “salva nonni”, hanno, infatti, in preparazione una nuova incursione alla Camera, dove sperano di avere una pattuglia di parlamentari pronti ad un sostegno incondizionato.

Intanto il nuovo inquilino della Farnesina, che con piglio da mega-direttore generale scruta e compulsa sospettoso ogni appunto delle varie direzioni generali, non sta proprio con le mani in mano: avrà perso si le Politiche europee e la Cooperazione allo Sviluppo, ma ha letteralmente fatto piazza pulita intorno a sé di ogni precedente collaboratore del precedente ministro.

Nuovo capo di gabinetto, nuovo capo del servizio stampa, un diplomatico a capo della sua segreteria particolare. Tutta gente fidata, mica presa a casaccio, in ordine: il suo ex-numero due a Washington, il suo ex-addetto stampa a Washington e l’ex-ambasciatore a Panama (strano Panama, no? C’è di che meditare) e ha anche infoltito la schiera dei suoi consiglieri tra i quali: com’è noto, un parlamentare di Fli (ma dai, strano!) dedicato agli affari economici e, udite udite, una  ex-stagista presso l’ambasciata di… Washington (of course), per l’organizzazione e la programmazione degli eventi (sic!). Avete letto bene, eventi! E mi taccio.

Un autentico “pogrom”, insomma, da politico consumato. Almeno in questo, non delude i nostalgici della prima come della seconda Repubblica.  

Però va detto che Terzi non ha tutti i torti ad essere tanto sospettoso, anzi lo dovrebbe essere di più. Qualcuno del drappello dei sessanta colleghi in odore di pensione, già inizia, infatti, a mugugnare: “non è stato capace di giocare la partita, non ci ha difeso a sufficienza, pensa solo a sé stesso e al suo futuro politico” dicono a mezza bocca e per l’ultima battaglia della vita, si affidano, oramai, all’ambasciatore Deodato, molto più capace e determinato, dicono, e con rapporti politici più strutturati. E lo chiamano governo tecnico! 

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