L’India e i marò: ipotesi di complotto

By Redazione

febbraio 20, 2012 Esteri

Si fa sempre più strada l’ipotesi del complotto dietro l’arresto di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i marò accusati del presunto omicidio di due pescatori indiani. Un condizionale d’obbligo, anche per quanto riguarda la sostanza dell’incidente, perché la ritrosia delle autorità locali a rilasciare informazioni cruciali sulla dinamica dell’accaduto, compresi gli esiti degli esami autoptici, getta un’ombra pesante sulla ricostruzione presentata da Nuova Delhi.

Alla base del fermo dei due militari italiani potrebbe esserci dunque una tranello: così come riportato anche dal comandante della petroliera “Enrica Lexie”, Umberto Vitelli, la guardia costiera di Kochi avrebbe infatti avvertito la nave italiana che il peschereccio responsabile dell’attacco sarebbe stato intercettato e fermato dalle autorità indiane, assieme ad un ingente carico di armi. Si attendeva dunque una denuncia formale da parte del comandante italiano, per la quale sarebbe stato sufficiente entrare nelle acque territoriali. Il comandante sarebbe dunque caduto nella trappola, nonostante la Marina Militare italiana avesse raccomandato fermamente di non abbandonare le acque internazionali.

Il motivo del tranello? Forse quello di coprire una possibile responsabilità della stessa marina indiana, che avrebbe erroneamente attaccato il peschereccio St. Andrews, sulla quale si trovavano i due pescatori uccisi, credendolo responsabile di un altro attacco pirata avvenuta poche ore prima dell’incidente con l'”Enrica Lexie”, circa una decina di miglia più a sud, ai danni della petroliera greca “Olympic Flair”. Ma la marina mercantile ellenica smentisce categoricamente: nessuna nave battente bandiera greca è stata attaccata da pirati al largo delle coste meridionali dell’India negli ultimi giorni.

Frattanto i due militari, nei confronti dei quali l’autorità giudiziaria locale ha emesso un fermo di tre giorni, eventualmente prorogabile per altri 14, stanno bene e sono ospitati nella foresteria della stazione di polizia di Kochi. A breve, assieme all’eventuale proroga del fermo, il giudice dovrà stabilire se trasferire o meno i due fucilieri in una struttura carceraria.

La patata bollente della diplomazia passa adesso al sottosegretario agli esteri Staffan De Mistura, partito ieri per l’india su mandato del ministro degli Esteri, Giulio Terzi di sant’Agata. Grossi interrogativi restano ancora in sospeso circa il ruolo della Farnesina negli sviluppi dell’accaduto. A chi compete la responsabilità di aver fatto entrare la “Enrica Lexie” in acque territoriali indiane, nonostante il niet della Marina Militare? Ma soprattutto: chi ha impartito l’ordine ai due militari di consegnarsi alle autorità indiane? 

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