La mannaia di Moody’s

By Redazione

febbraio 17, 2012 politica

In un’economia mondiale che pare sempre più condizionata dalle agenzie di rating, quanto reso noto negli ultimi giorni da Moody’s non può che preoccupare. La società di analisi finanziaria con sede a New York, negli ultimi giorni ha infatti deciso una serie di tagli al rating di alcuni paesi e di altrettante istituzioni.

A livello europeo, Moody’s ha rivisto le prospettive per 114 istituti ed enti, tra cui banche, assicurazioni, enti locali e società partecipate dallo stato. Ha poi messo gli occhi su 17 colossi del credito mondiali tra cui Golman Sachs, Citigroup, Deutsche Bnak, UBS ed HSBC. Un colpo durissimo, che rischia di accrescere ulteriormente i costi per il rifinanziamento degli istituti di credito, già messi a dura prova dal peggioramento della crisi del debito europeo e dal varo di nuove regole imposte all’operatività del trading.

La notizia giunge a pochi giorni dall’annuncio del calo del giudizio sul rating di diversi paesi europei tra cui Spagna, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Malta e Italia con il nostro paese che risulta essere quello maggiormente colpito dai giudizi negativi della Moody’s. Sono infatti numerose le società italiane colpite dal “down-grade” tra cui spiccano ENI (passata da un giudizio A1 ad A2) e Generali (da AA3 ad A1). E neppure gli enti pubblici sono rimasti immuni dalla pioggia di revisioni della società di rating che ha rivisto al ribasso le stime per le regioni Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto, per le province di Milano, Firenze e Torino e per i comuni di Milano e Venezia.

Questa nuova batosta alla finanza italiana non è stata presa bene dal ministro dello Sviluppo Corrado Passera. Il quale, facendo eco alle parole del premier Monti all’indomani del taglio del rating nazionale, ha dichiarato che a suo avviso è sempre più evidente che si tratti di “valutazioni che guardano indietro e non avanti”, denunciando, di fatto, una mancanza di attenzione di Moody’s nei confronti dell’azione dell’esecutivo. Ma la società newyorkese si difende affermando che le sue analisi si basano su “”avverso e prolungato impatto della crisi dell’area dell’euro, che rende il contesto operativo molto difficile per le banche europee”.

Le brutte notizie che giungono da New York non sono però finite qui. Moody’s, infatti, oltre ai tagli annunciati ha minacciato di rivedere (anche in questo caso al ribasso) il rating di altri tre paesi europei: Francia, Regno Unito e Austria. Evidentemente c’è scarsa fiducia nell’abilità dell’istituzioni europee e dei paesi membri di attuare le riforme necessarie per fronteggiare la crisi e reperire i fondi necessari a contrastarla. Certo è che le società di rating non stanno assolutamente dando una mano in tal senso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *