Dichiarare (ci) stanca

By Redazione

febbraio 17, 2012 Cultura

“Come donna qualche volta mi sono sentita offesa dai programmi televisivi. In quel caso la cosa migliore è cambiare canale o spegnere del tutto che è più salutare.” Elsa Fornero è lapidaria. Il preteso svilimento del gentil sesso, questa volta, non proviene dal “se non ora quando” di comenciniana memoria, bensì dal titolare del Welfare dell’esecutivo di sobrietà nazionale. Una sorta di grido di dolore al femminile in pieno periodo post-berlusconiano.

Elsa Fornero tutti i torti non li ha. Tuttavia, il tutto non può essere di così facile ed immediata analisi. Per la comprensione del fenomeno occorre prendere in considerazione altre fattispecie di non minor rilevanza. Il cosiddetto svilimento, se esistente, è a trecentosessanta gradi. Prendiamo ad esempio il Festival di Sanremo, la kermesse della canzone italiana tanto amata (e odiata) dai nostri concittadini. La pronuncia inglese di Gianni Morandi, diciamoci la verità, ci ha fatto venire i brividi. Eppure “come uomini non ci siamo sentiti offesi dai programmi televisivi”. Per non parlare della foca di Rocco Papaleo. Raccapricciante. Quindi, lo spacco inguinale con annessa farfallina tatuata di Belen Rodriguez, spiace dirlo, non è altro che il frutto della libertà della modella argentina. Appare quantomeno improbabile che nel momento della scelta dell’abito avesse la pistola puntata alla tempia. Insomma, non è stata obbligata da niente e nessuno. Se di svilimento si tratta, la trasversalità ai generi è quanto mai evidente.

Quanto emerso dalle dichiarazioni del Ministro Fornero non è altro che la perenne riedizione della logica tutta italiana dell’interventismo ad ogni costo. Un caso su tutti: il delirio di Adriano Celentano. Mezz’ora dopo l’intervento del Molleggiato, sul sito di Avvenire già campeggiava la risposta del direttore Tarquini. Perché? Tutti si sentono in diritto di replicare, di dichiarare. Certo, temporalmente è solo l’effetto alla precedente esternazione. Ma la replica, spesso, è anche peggio. Il tutto, ovviamente, a totale scadimento del livello del dibattito politico e culturale. Ed ancora. I Soliti Idioti. Gag dei due omosessuali. Associazioni gay in rivolta. ” Sanremo ha sceso di nuovo la scala dei livelli di civile decenza.” “Mandelli e Biggio hanno offeso la comunità lesbica, gay e trans. Chiediamo alla Rai di riparare: non può alimentare l’omofobia ma deve fare servizio pubblico e combattere ogni forma di discriminazione.” Non c’è categoria che tenga alla pretesa di rispondere. Come se fosse dovuto. Come se occorresse sempre controbattere, contrattaccare.  No, non è dovuto. Il silenzio, a volte, potrebbe anche essere una prospettiva da non disdegnare. “Tanto ci sarà sempre lo sapete, un musico fallito, un pio, un teoreta, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate.”

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