Sarkozy ci riprova

By Redazione

febbraio 16, 2012 Esteri

“Sì, sarò in corsa per le elezioni presidenziali”. Con una laconicità inusuale, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha rivelato ufficialmente, attraverso un’intervista con la televisione privata TF1, di volersi presentare alle elezioni presidenziali francesi del 22 aprile e del 6 maggio. Il Capo di Stato francese ha detto di voler continuare a governare il paese, “perché in cinque anni non si può fare tutto”, e ha promesso di dare ascolto “alla voce del popolo francese” per far fronte a questa crisi internazionale senza precedenti. “Questa è una scelta nazionale tra il  voler essere un paese forte o debole, e non una mera votazione tra destra o sinistra”, ha detto Sarkozy. Anzi, ha ribadito, “è la prima elezione del XXI secolo dove i concetti di sinistra e destra non sono antagonisti”.

Presentandosi come il “candidato del popolo” e il “timoniere responsabile”, Sarkozy ha spiegato di aver deciso che si sarebbe  ricandidato già alcune settimane fa, ma di non aver voluto annunciarlo prima perché “sarebbe stato come se il capitano di una nave avesse lasciato la sua imbarcazione nel bel mezzo di una tempesta”. “Siamo nel bel mezzo di una grave crisi”, ha ricordato ai francesi Sarkò, e la Francia ha bisogno di “un governo forte, perché se no può finire come la Grecia o la Spagna”.

 
Il presidente uscente ha offerto ai francesi una campagna elettorale “di idee e di valori”, senza “aggredire” gli avversari. Il suo slogan è “La France forte!”,la Francia forte. Le sue priorità, ha detto, saranno “rivalutare il lavoro e la formazione” dei disoccupati, “porre fine all’assistenzialismo” e affrontare la crisi dicendo “sempre la verità” ai cittadini. “Sela Francia è forte, siamo protetti. Ma se vogliamo continuare a mantenere lo stato sociale dobbiamo cambiare le politiche pubbliche e ridurre le spese in eccesso” ha avvertito monsieur le Président. Sarkozy ha scelto la strategia del 2007, presentarsi come il candidato delle “persone normali, le quali, essendo ragionevoli, sono convinte che non si possa spendere più di quanto si possieda”.

 “C’è una Francia che non crede in niente, ed io voglio ascoltarla”, ha assicurato Sarkozy. “Se i francesi mi daranno fiducia ancora una volta, prometto che sarà il popolo a decidere, anche nelle decisioni più importanti”. Parole che confermano l’intenzione di ricorrere all’istituto del referendum per superare l’opposizione dei sindacati e quella parlamentare su questioni controverse quali i diritti dei disoccupati e degli stranieri. Ma che rivelano anche l’intenzione di ottenere il sostegno tra gli elettori che hanno un’elevata dose di sfiducia nei confronti dei partiti politici, e che tendono ad appoggiare il Fronte Nazionale. Accusato dai socialisti di svoltare la sua politica verso l’estrema destra e di dividere i francesi negando le libertà individuali delle minoranze, Sarkozy ha replicato che la sua intenzione è di “andare incontro a tutti i francesi”.

Il presidente francese ha intensificato la sua presentazione elettorale, prevista per marzo, perché i sondaggi sono ancora favorevoli al suo principale rivale, il socialista François Hollande. Il problema principale risiede nel come arginare il dilagante problema della disoccupazione francese durante il periodo di campagna elettorale. Negli ultimi cinque anni, la Franciaha perso 1.750.000 posti di lavoro, portando i dati nazionali vicini ad un 10%, un record assoluto dal 1999.
Mancano 66 giorni alle elezioni, e circa il 38% degli aventi diritto di voto risulta essere ancora indeciso sulla scelta. Tutto può succedere.

Molto più ardua in questi giorni si rivela invece, la possibilità concreta che Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra del Fronte Nazionale, ce la faccia a presentarsi alle elezioni del primo turno del 22 aprile. Infatti, per potersi candidare alle prossime presidenziali, deve necessariamente raccogliere in tempi brevi almeno 500 firme dai sindaci francesi, ai quali ha chiesto aiuto e sostegno. Ma ad oggi tutto tace.

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