Sacconi: “Più tutele e più assunzioni”

By Redazione

febbraio 16, 2012 politica

Detto fatto. In soli due mesi la Spagna ha varato la propria riforma del mercato del lavoro. Discutibile e migliorabile, sicuramente, ma il governo del “leader stanco”, il popolare Mariano Rajoy, è riuscito laddove gli esecutivi italiani hanno sempre fallito. Un terreno su cui anche il governo tecnico sembra prendersela con calma. “Una settimana in più o in meno non costituisce un problema”, osserva l’ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

Ma discussione si sta prolungando. Come è possibile che la Spagna di Rajoy, un leader poco carismatico, a due mesi dalle elezioni abbia portato a casa la propria riforma?
E’ piuttosto determinante la qualità della proposta di riforma e la strumentazione normativa che la dovrà veicolare in tempi rapidi. Un disegno di legge ordinario, ad esempio, renderebbe ragionevolmente impraticabili le riforme nelle condizioni date. Il nuovo governo spagnolo ha deliberato con tempestività ed efficacia in quanto recentemente legittimato dal voto degli elettori e sollecitato dalle istituzioni sovranazionali e dai mercati finanziari.

Ad ogni modo la trattativa è entrata nel vivo. E’ possibile  arrivare ad un’intesa che soddisfi anche i sindacati?
Il governo ha avviato un intenso dialogo con le parti sociali che non si concluderà necessariamente con una intesa formale. Appare peraltro utile la ricerca di un comun denominatore tra loro stesse, e tra queste ed il governo. Il dialogo in ogni caso è mezzo e non fine, ancor più in un tempo nel quale si impone una accelerazione dei processi riformatori.

Una riforma del genere non sarebbe stata più efficace se fatta da un governo politico, che non avrebbe dovuto necessariamente sottostare a pressioni così difformi? 
L’Italia deve decidere qui ed ora anche in materia di lavoro, confidando che nella larga coalizione che sostiene il governo non emerga una irriducibile contrarietà alla riforma del lavoro.

Quali consigli darebbe al ministro Fornero, sia metodologicamente che a livello di contenuti?
Consiglio il governo di assumere quanto prima decisioni dedicate tanto al rafforzamento delle tutele dei lavoratori quanto all’incremento della propensione ad assumere da parte delle imprese sulla base di una regolazione “europea” della risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Appare possibile allargare ai settori esclusi l’assicurazione obbligatoria per gli ammortizzatori sociali, incentivare forme complementari su base volontaria, collegare più efficacemente il sostegno al reddito con i servizi al lavoro (a cura delle Regioni e dei datori di lavoro), rafforzare la qualità della formazione privilegiando gli ambienti lavorativi, diffondere il contratto di apprendistato nei termini della recente riforma.

E per quanto riguarda l’articolo 18?
Quanto all’articolo 18 dello Statuto del lavoratori, esso deve continuare ad operare per i licenziamenti discriminatori, mentre negli altri casi si tratta di individuare indennizzi adeguati e proporzionati all’anzianità del lavoratore.

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