Isole Falkland, 30 anni dopo

By Redazione

febbraio 14, 2012 Esteri

Lo scontro tra Argentina e Regno Unito per le isole Falkland (per gli argentini “la Malvinas”, in italiano: isole Malvine, ndr) continua senza sosta. Buenos Aires ha denunciato alle Nazioni Unite il comportamento ostile adottato dal governo inglese in questi giorni, con l’introduzione e il posizionamento di arsenali nucleari nelle acque dell’oceano Atlantico meridionale, come esempio simbolico di una “militarizzazione” della zona contesa tra i due stati.

Il ministro degli Esteri dell’Argentina, Hector Timerman, che ha ripetuto in diverse occasioni di cercare l’instaurazione del dialogo con il Regno Unito, ha riferito che Londra ha violato il Trattato per la limitazione delle armi nucleari in America Latina e nei Caraibi, in vigore dal 1967. L’accordo internazionale, tuttora vigente, ha decretato, mediante una deliberazione condivisa dagli stati firmatari tra i quali rientra anche l’Inghilterra, la smilitarizzazione dell’area in questione, permettendo così alla regione di essere libera dalla presenza di armi nucleari.

La denuncia da parte del ministro degli esteri argentino è stata definita come “spazzatura” dall’ambasciatore britannico alle Nazioni Unite, Mark Lyall Grant, che si è rifiutato di commentare pubblicamente se il suo paese avesse effettivamente posizionato dei sottomarini nucleari nella regione, negando inoltre l’eventuale militarizzazione inglese dell’Atlantico meridionale.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha invitato venerdì scorso Regno Unito e Argentina a trovare un accordo inerente la nuova controversia sulla sovranità delle isole Falkland, per evitare “una escalation di questa controversia”, e di risolvere pacificamente le divisioni attraverso il dialogo.

“I cittadini delle Falkland sono inglesi per scelta. Essi sono liberi di decidere del loro futuro e non ci saranno negoziati con l’Argentina sulla questione della sovranità, a meno che non siano gli stessi isolani a volerlo”, ha detto un portavoce del ministero degli affari esteri britannico.

Pochi giorni fa il presidente dell’Argentina, Cristina Fernandez, aveva ribadito la sua intenzione di interpellare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per informarlo della presenza sulle isole Malvine di una delle più moderne navi da guerra della marina britannica, il cacciatorpediniere “Dauntless”. Il governo britannico aveva annunciato la missione la settimana scorsa, due giorni prima dell’arrivo del principe William nelle isole, dove seguirà un addestramento militare della durata totale di sei settimane.

Il prossimo 2 aprile saranno trascorsi 30 anni dalla data dell’invasione militare argentina, sotto la giunta militare allora guidata dal generale Leopoldo Galtieri, delle isole Falkland.

Poco prima, il primo ministro britannico Margaret Thatcher, aveva ordinato il ritiro dell’unica nave da guerra britannica nel Atlantico meridionale, come manovra facente parte ad una serie di tagli alla spesa pubblica. La mossa aveva incoraggiato il governo argentino nell’intenzione già presente di invadere le isole.
La Thatcher considerò quest’atto una dichiarazione di guerra, ed immediatamente inviò un distaccamento di navi da guerra britanniche sul posto.

In poco più di due mesi di guerra, il governo inglese inviò circa un centinaio di navi e più di 26mila soldati. Sebbene gli Stati Uniti inizialmente avevano tentato di convincere Lady di ferro, l’ex premier in carica Margaret Thatcher, nel cercare un negoziato come soluzione al conflitto, questa aveva rifiutato di cessare il conflitto aperto con la dittatura argentina. Con la poderosa reazione britannica, l’Argentina si arrese dopo 74 giorni di guerra. I due paesi hanno riallacciato le relazioni diplomatiche solo a partire dal 1989.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *