Ancora meno web per gli iraniani

By Redazione

febbraio 14, 2012 Esteri

Non è un mistero che internet, ed in particolar modo i social network quali Facebook e Twitter, rappresentino la nuova frontiera del dissenso politico. La dimostrazione più concreta si è avuta con lo scoppio della Primavera Araba, interamente organizzata e gestita proprio attraverso questi canali.

Ciò fa sì che i regimi di tutto il modo si stiano attrezzando per soffocare anche questa forma di opposizione: vuoi girando a proprio favore questi canali, vuoi, più semplicemente, oscurandoli. Quest’ultima strada è quella che sta percorrendo in questi giorni il regime degli Ayatollah iraniani, che ha pensato bene di allungare ulteriormente la mannaia del censore sul web 2.0. In occasione delle celebrazioni per il 33° anniversario della Rivoluzione Islamica, che dureranno un mese, il regime di Teheran ha infatti deciso di bloccare l’accesso ad alcuni siti internet per sopprimere sul nascere qualsiasi tentativo da parte delle opposizioni di ravvivare le proteste anti-governative nel paese attraverso la rete (così come avvenne nel 2009 in occasione della contestata rielezione di Ahmadinejad). Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana, infatti, negli ultimi giorni almeno 30 milioni di internauti avrebbero scoperto di non poter accedere ai propri account di servizi quali Facebook, Gmail, Yahoo e Hotmail.

L’Iran non è nuovo a questo genere di censure, ma a quanto pare questa volta il blocco sarebbe molto più consistente. Fino ad oggi, infatti, gli internauti iraniani erano ricorsi a programmi che permettono di bypassare questo genere di blocchi. Eppure anche questo sistema non funzionerebbe più, rendendo impossibile l’accesso ai principali servizi mail e social network.

Ma l’azione del regime iraniano in tal senso non si fermerebbe qui. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il governo di Ahmadinejad starebbe lavorando per isolare il paese dalla rete Internet globale attraverso un network nazionale, dando così un colpo di grazia decisivo al dissenso e rendendo più facile per il regime controllare tutto ciò che avviene in rete. Inoltre le autorità iraniane starebbero mettendo in atto una nuova normativa che prevede per tutti i gestori di internet café l’obbligo di registrare i dati anagrafici dei propri clienti, inferendo l’ennesimo colpo alla libertà di espressione nel paese. Teheran sembra dunque estremamente impegnata in questa forma di repressione, cosciente del fatto che i pericoli maggiori per la stabilità del regime (almeno dall’interno) si celino proprio on-line. 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *