Pinotti: “Doria? Lo appoggerò”

By Redazione

febbraio 13, 2012 politica

“Le primarie hanno una loro logica. Quando si accetta che alla gara partecipino più candidati del Pd, poi se ne devono accettare gli esiti”. Sibillino il commento del segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, sull’esito delle primarie di Genova. Che hanno visto trionfare Marco Doria, candidato di Sel, a scapito delle candidate democratiche Marta Vincenzi, sindaco uscente, e Roberta Pinotti, senatrice piddina. “Lo dovrebbe dire al segretario regionale – commenta quest’ultima – Le primarie sono state decise dal partito, che ha previsto la possibilità di presentare più candidati”. Se è vero che la mancanza di una scelta unitaria è probabilmente stata controproducente, Pinotti osserva che “le regole decise prima erano quelle, non sono state stabilite da me, ho solo partecipato”.

Senatrice, come considera a freddo il risultato di Genova?

Quando si sceglie il metodo delle primarie, si decide di dare la parola agli elettori nella convinzione che il risultato rappresenterà la scelta migliore per la città. Se si sceglie questo metodo, il “gioco” del giorno dopo è semplicemente quello di mettere insieme tutti quelli che hanno partecipato per dare una mano a chi ha vinto.

Le primarie hanno dunque un’utilità specifica in questa fase della politica italiana?

È un metodo che sostengo, uno strumento utile. Contrariamente non avrei corso a Genova. Se poi ci debbano essere aggiustamenti in corso d’opera rispetto alle regole non lo so. Ma in sé e per sé sono lo strumento migliore per scegliere i candidati per le cariche monocratiche. Lo penso al punto che ci ho messo la faccia. Poi è chiaro che avrei voluto che nel mio caso le cose fossero andate diversamente. Ma è per questo motivo che adesso sono a disposizione del candidato che ha vinto.

Si impegnerà dunque per la corsa di Marco Doria?

Avrà il mio sostegno e il mio appoggio.

Un metodo ottimale anche per la scelta del candidato premier?

Sono abbastanza immersa nel contesto genovese. Non ho seguito la discussione che si è aperta a livello nazionale. Ma il Pd ha fatto delle primarie una sua scelta fondamentale.

Sarebbe dunque un approdo naturale?

Scegliamo addirittura il segretario del partito con le primarie, quindi…

Ma con primarie aperte alla coalizione, perché il Pd ha presentato più candidati?

È una cosa avvenuta in molte città. A suo tempo a Firenze, a Torino. Non è un’anomalia genovese, ma una realtà che si è realizzata in moltissime città in cui si sono svolte. Dopodiché si può ragionare se possa essere più conveniente andare con un candidato unico, ma oggi le primarie prevedono questa possibilità.

In molti hanno parlato di una scelta suicida.

Non lo condivido. A Milano, con Pisapia, il Pd ha preso più voti di quanti non ne avesse mai ottenuti prima. Prendiamo atto che ci sia una scelta su un candidato nuovo, appoggiato da Sel. Certo che saremmo stati più contenti se avesse vinto un nostro candidato.

Perché farlo in presenza di un candidato democratico uscente?

La risposta l’avete dal risultato delle primarie.

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