Niente più prestiti alle imprese

By Redazione

febbraio 13, 2012 politica

Prima il credito di 70miliardi di euro con la Pubblica Amministrazione (ma potrebbe arrivare ad oltre 80 miliardi, secondo i calcoli più pessimistici), con lo Stato che da mesi non paga le prestazioni d’opera commissionate alle imprese italiane, e il rischio per queste ultime di finire in braghe di tela nonostante i conti in ordine e i bilanci in attivo. Adesso il sistema bancario che volta le spalle, chiude il rubinetto dei prestiti e salassa i pochi fortunati che un prestito riescono ancora ad ottenerlo. E il rischio bancarotta, per migliaia di imprese sanissime, è dietro l’angolo.

È quanto emerge da una sconcertante analisi effettuata dalla Cgia di Mestre sui numeri del Supplemento statistico al Bollettino economico della Banca d’Italia: negli ultimo trimestre del 2011 i prestiti alle imprese sono diminuiti del -1,5%. Soltanto nel mese di dicembre, il calo è stato addirittura del 2,2%. Se al 31 dicembre del 2010 la somma dei prestiti erogati ammontava a oltre 966 miliardi di euro, un anno dopo il bilancio è sceso a 995,155 miliardi. Una stretta, spiegano dalla Cgia, dovuta in parte anche all’aumento delle insolvenze in capo alle aziende: lo scorso anno queste hanno toccato quota 80,6 miliardi di euro, con un +36% rispetto al 2010. Cifre che palesano ampiamente quale sia lo stato di sofferenza finanziaria dell’impresa italiana, stretta nella triplice morsa di una crisi globale, una sfiducia spesso eccessiva da parte del sistema bancario, e di una pressione fiscale al contrario implacabile. Come se non bastasse, chi ancora eroga prestiti lo fa a tassi sempre più vertiginosi: gli aumenti dei tassi di interesse, infatti, soltanto nell’ultimo anno sono costati alle imprese 3,7 miliardi di euro. Gli aumenti più consistenti si sono registrati per i prestiti di durata inferiore ad un anno (+1,44%): ora il tasso medio è al 4,97%.

“Questi dati confermano che ci troviamo di fronte ad una vera e propria stretta creditizia” dichiara Giuseppe Bortolussi, presidente dell’associazione mestrina. “Le banche hanno chiuso i rubinetti del credito ed in una fase recessiva, come quella che stiamo vivendo in questo momento, corriamo il rischio che il nostro sistema produttivo, costituito prevalentemente da piccole e piccolissime imprese,  collassi.” Ma il trend negativo, secondo la Cgia, è maturato nel tempo:  “Se nel 2011 l’ammontare complessivo dei prestiti erogati alle imprese ha superato i 995 miliardi di euro, facendo segnare una variazione del +3% rispetto l’anno precedente, va comunque sottolineato che è stata inferiore alla crescita dell’inflazione, che l’anno scorso è stata del +3,3%”.

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