Il Papa straniero

By Redazione

febbraio 13, 2012 politica

Infuria il gioco delle parti nel Pdl. Oggetto: il futuribile scenario delle primarie di partito. Il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha lanciato la candidatura dell’attuale ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, quale leader di un centrodestra rinnovato, che guardi all’ala moderata. E, dunque, all’Udc. Di Passera, quale “papa straniero” del Pdl, tra i dirigenti azzurri si parla ormai da alcune settimane. L’intento di Formigoni, sussurrano in molti, sarebbe quello di scoprire le carte di coloro che nel partito caldeggiano questa ipotesi. Per bruciarne l’eventuale corsa in direzione di Palazzo Chigi. Passera sarebbe il collettore ideale di quel Ppe all’italiana alla cui guida ambisce proprio il governatore lombardo.

Perché in effetti da più parti si parla di un Angelino Alfano in caduta libera. Che secondo Silvio Berlusconi è l’uomo perfetto per guidare il partito. Ma non il volto giusto per presentarsi di fronte agli elettori. È così partita una corsa ad interpretare gli umori del Cavaliere,  tentato da un’opzione esterna per rilanciare l’immagine di un centrodestra che precipita in tutti i sondaggi. E se quella di Passera probabilmente è una boutade destinata a sgonfiarsi nell’arco di qualche ore, non così la ricerca di un nome che sia alternativo a quello del segretario.

Alfano fatica ad esercitare una leadership continua e decisa. Al punto tale che una larga fetta della classe dirigente nazionale fatica a celare le proprie ambizioni personali. “Il sentimento del ‘perché Alfano sì e io no’ è diffusissimo nel partito in queste settimane”, spiega un autorevole esponente pidiellino. Un’immagine di confusione non corroborata dalla complicata stagione congressuale. Dopo gli smottamenti a Milano e i casi di Lucca e Siena, dove le assise sono state trasferite rispettivamente a Viareggio e Bettolle, il partito rischia seriamente di dividersi sui metodi di selezione dei dirigenti locali. Sia orizzontalmente – valga ad esempio la frizione che si è determinata in questi ultimi giorni tra verdiniani e meloniani sul caso toscano – che verticalmente. Il giovanile del partito è in subbuglio, ma le rivendicazioni di spazio e visibilità per ora non sembrano incontrare il via libera degli “adulti”.

In molti stanno facendo pressione su Berlusconi perché rilanci l’immagine del centrodestra. Magari, come si sussurra da qualche tempo, con una sua propria lista civica da schierare accanto al Pdl. Chi l’ha interpellato in tal senso nei giorni scorsi si è sentito rispondere un caustico: “Vedremo”.

(l’Opinione)

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