Capolavoro di schizofrenia

By Redazione

febbraio 12, 2012 politica

Erano nati per portare in Italia un bipolarismo maturo, ora lo stanno seppellendo. Dovevano essere la porta d’ingresso verso una nuova e accogliente democrazia fatta di partecipazione e più intensa adesione ideale, ora sono diventati i “buttafuori della politica”. Se ne stanno lì mastodontici e inquietanti, con i loro completi scuri davanti all’ingresso per sbarrare la strada e far capire che non si può entrare se non alle loro condizioni (che oggi sono quelle che i maggiordomi della Bce hanno imposto). Hai il biglietto? Hai un invito? Ti accompagni a qualcuno o hai qualcuno dentro che può garantire per te? Se la democrazia parlamentare è diventata una festa ad inviti è soprattutto grazie a loro. Di chi parliamo? Ovvio, del Pdl e del Pd, i due partiti che dovevano garantire lo sviluppo di quel bipartitismo essenziale alla formazione di un’Italia moderna. E a ben vedere anche ora che il governo dei tecnici li ha messi in disparte a giocare a soldatini mentre i grandi fanno la guerra, nel momento in cui dovrebbero alzare la voce e rivendicare la superiorità della politica nei confronti di qualsiasi oligarchia autoeletta, stanno lì a raccogliere briciole di sopravvivenza. Sradicati dai territori, incapaci di intercettare le nuove istanze e i nuovi bisogni, sperduti nel labirinto di frammentazione del tessuto sociale, lontani da una minima cultura utile a pensare il mondo che cambia, Pdl e Pd si dimenano nervosi come nobili decaduti, lamentandosi della crisi della politica che li sta travolgendo e che loro stessi hanno generato.

In meno di tre anni hanno dissipato un patrimonio di convinzioni e speranze che attorno a loro si era costruito: dai milioni di cittadini che parteciparono alle primarie del Pd volute da Veltroni per uscire dal “bipolarismo coatto”, all’entusiasmo vitale che accompagnò la rivoluzione del predellino con cui Berlusconi diede forma intuitiva al più grande partito conservatore e popolare d’Europa. Per anni il bipolarismo italiano, imposto dalla discesa in campo del Cavaliere, era rimasto prigioniero di una doppia estremizzazione: l’anti berlusconismo e il radicalismo. La prima aveva ridotto la lotta politica ad una caccia all’uomo mai vista in una democrazia. La seconda aveva consentito che le ali estreme dei due schieramenti (sinistra radicale, Lega, Idv) condizionassero oltre misura le scelte e le strategie complessive. Questa doppia estremizzazione, ha contribuito in pieno allo stallo del sistema bipolare, che per esistere, necessita di un processo continuo di tensione dei due poli verso il centro. Non può esserci bipolarismo  se le spinte all’interno del sistema sono centrifughe e se la radicalizzazione dello scontro è costante. Il bipolarismo ha bisogno di convergenza al centro e moderatismo.

La nascita del Pd e del Pdl sembrava aver sbloccato il sistema, ma è stata solo in apparenza. Certo, la capacità del Pdl di indirizzare la Lega dentro un federalismo costituzionale, e del Pd di fare a meno dei partiti più ideologici della sinistra, ha fatto credere che fossimo sulla strada giusta. Ma poi tutto si è fermato. I due partiti, invece di imboccare velocemente una forma rinnovata di organizzazione, di radicamento di ripensamento della forma partito, hanno deciso di lasciarsi andare dietro le solite guerre correntizie (Pd) e dietro l’alibi del leader maximo (Pdl). Così facendo hanno consentito che l’antiberlusconismo (ed il suo corrispettivo opposto, il berlusconismo), alimentato da magistratura e media, tornasse ad essere la chiave di volta del sistema politico italiano. Questa dialettica, stupidamente inseguita a sinistra come a destra, ha fatto si che la politica si rendesse inefficace ad affrontare i temi centrali del paese, le riforme necessarie e i processi di modernizzazione, facendo crescere un’ostilità ormai diffusa verso questo sistema politico e i suoi principali attori. In più, l’incapacità dei due partiti di costruire un’adeguata classe dirigente e un sistema di regole che arginasse il dominio di oligarchie burocratiche e affaristiche, li ha resi completamente esposti e vulnerabili all’attacco che centri di potere sovranazionale hanno fatto in questi ultimi mesi alla politica italiana, per liquidarla e sostituirla con fedeli e rispettosi tecnici.

Insomma, Pdl e Pd sembrano essere arrivati a fine corsa e l’esempio più eclatante è quello attuale. Oggi si trovano a dover appoggiare un governo senza essere al governo, stando all’opposizione senza poter fare opposizione. Un capolavoro di schizofrenia. In men che non si dica, Pdl e Pd sono passati dal bipolarismo alla sindrome bipolare.

(blogdellanarca)

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