Facebook killed the blogstar

By Redazione

febbraio 11, 2012 Cultura

Come abbiamo avuto modo di osservare nella nostra intervista con Andrea Santagata di Banzai Media, la blogosfera è tutt’altro che morta. Sul blogging e sulle reti sociali che è ancora in grado di creare, pubblichiamo un contributo che ci arriva direttamente da Londra.

Il termine ‘social media’ è piuttosto inflazionato.  Di solito quando si parla di social media ci si riferisce a social network, come Facebook o LinkedIn, oppure a siti di microblogging, come Twitter. Tuttavia i social media sono una categoria molto più vasta che comprende tante forme diverse di interazione sociale sul web, al cui interno i confini tra social network, microblogging, blog, chat (ecc) sono sempre più indistinti.  In questo panorama indefinito, solo un mezzo continua a mantenere la propria identità, nonostante la velocità con la quale cambia il mercato: il blog.

Fino a qualche anno fa, si parlava di blog quasi sempre come diario personale. Ma nell’ultima ricerca Technorati sulla blogosfera  ( State of the blogosphere 2011) sono identificati essenzialmente quattro archetipi di blog secondo altrettanti archetipi di blogger. Il primo è definito Hobbist blog. In questa categoria naturalmente sono considerati tutti coloro che bloggano per passione: chi scrive di se stesso su Blogger, chi pubblica le foto su Tumblr e chi esprime le proprie opinioni su WordPress. Nella seconda categoria ci sono invece i Professional. Gli autori di questi blog considerano il blogging come un vero e proprio mestiere da cui , talvolta, ottenere delle entrate complementari; in questa categoria possono essere considerati, ad esempio, i blog sulla tecnologia oppure quelli giornalistici.  Nella terza categoria ci sono i blog Corporate, quelli aperti dalle aziende per avere un’interazione diretta con i clienti, per ottenere feedback immediati oppure un aiuto nella ricerca e nello sviluppo di nuovi prodotti (un esempio lampante è il caso dell’open source). Infine ci sono gli Entrepreneurs, coloro che considerano il blogging una forma di impresa e che considerano i lettori dei clienti. Naturalmente queste categorie sono pensate per ‘mettere ordine’ nella grande varietà dei blog, che possono essere raggruppati anche secondo altri criteri.  Un modo affascinante di considerare le categorie di blog, è raggrupparli un po’ come si fa per i generi letterari: il diario, il giornale, ecc.

Ma ancora più affascinante è la rete sociale creata dai blog. Il blog non esiste in isolamento, fine a se stesso, ma vive all’interno di una rete di relazioni. Questo è vero per tutti i tipi di blog, e i blog personali non sfuggono a questa regola. Ho studiato in modo particolare il caso delle mamme blogger, che in questo momento costituiscono un gruppo molto forte e coeso sul web.  Una ricerca del 2009 del centro ASK dell’Università Bocconi ha dimostrato come il ‘successo’ di un blog dipenda da una serie di fattori quali, ad esempio, i post scritti dall’autore, i commenti lasciati dai lettori, ii link che il blogger riesce a creare con altri blogger. I blog più famosi sono coloro che si trovano al centro di questo network e, siccome sono in una posizione di prestigio, detengono un capitale sociale più alto. Questi blog rappresentano gli opinion leader, e non è un mistero che le aziende tentino di creare un contatto con gli autori di questi blog per pubblicizzare i propri prodotti attraverso la rete nella quale sono inseriti. Accettare o no le avances delle aziende è poi prerogativa del singolo blogger 

Le relazioni create attraverso commenti e link non sono semplicemente virtuali ma possono anche diventare face to face. Da qualche anno a Milano si tiene il Mom Camp. Per chi fosse interessato, su Youtube si possono trovare le interviste alle mamme che hanno partecipato. Le autrici si presentano attraverso il nome del proprio blog e aspettano di incontrare le altre blogger.

La varietà di generi, e il network di relazioni off e on line, fanno dei blog uno strumento vivo e complesso. Sicuramente questa forma di social media è più ‘elitaria’ rispetto il grande successo di social network. Grazie alla profondità delle relazioni e al contenuto editoriale, i blog non solo riescono a proteggersi dagli attacchi dei prodotti sostituti, ma riescono ad integrarsi generando maggior varietà. Questo fa sopravvivere l’interesse commerciale del blog e lo rende un fenomeno in cui le aziende possono ancora trovare spazio per investire. 

Mario Campana si è laureato alla Bocconi con una tesi sul fenomeno delle mamme blogger. Attualmente vive a Londra ed è dottorando in Marketing alla Cass Business School – City University, London 

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