Verospread: stipendi teutonici

By Redazione

febbraio 9, 2012 politica

Di solito siamo abituati a dare i numeri, i numeri di vero spread che determinano quella sostanziale arretratezza della nostra nazione rispetto alla Germania e più in generale rispetto all’Europa. Oggi, più che concentrarci su un numero in particolare, vogliamo descrivere qualche differenza che riguarda il modo in cui lo stato tratta rispettivamente i contribuenti italiani e quelli tedeschi in alcuni casi particolari.

Vogliamo iniziare con una parola, un termine inglese che probabilmente non suggerirà nulla in particolare a molti lettori. La parola èsplitting. Possiamo dire chesplittingè un termine di vero spread. Proviamo a capire di cosa si tratta. Mettiamo il caso che io sia una lavoratrice tedesca. Ho una buona posizione, il mio reddito annuo è di …diciamo 55mila euro lordi. Mio marito non lavora, porto io i pantaloni, anche questa è modernità. Sul mio reddito pago il 42% di tasse. Naturalmente mi piacerebbe pagare qualcosa in meno. Cosa posso fare? Posso avvalermi dellosplitting.Splitletteralmente significa dividere in due parti uguali. Ed è esattamente quello che posso fare: dividere il mio compenso annuo in due, tra me e il mio disoccupato marito. In questo modo risulterebbe che ognuno di noi percepisce 27.500 euro lordi l’anno. La pressione fiscale si ridurrebbe all’incirca al 23% su ognuno dei due salari. Piuttosto conveniente. A ben guardare losplittingè tanto più conveniente quanto più io sono ricca. Se fossi, ad esempio, una dirigente da 100mila euro l’anno e applicassi losplittingcon il mio solito marito nullafacente, potrei godere ancora di più della riduzione della pressione fiscale.

Ma vogliamo andare anche oltre. Non solo sono una lavoratrice tedesca, ma sono anche lavoratrice dipendente. Al 31 dicembre 2011 potevo dedurre dall’imponibile un importo annuo pari a 920 euro per le spese necessarie allo svolgimento del mio lavoro, ad esempio i trasporti. In caso avessi superato questa cifra, potevo documentare le mie spese e dedurle in ogni caso dalle tasse.

Ancora meglio: sono una lavoratrice tedesca previdente. Tanto previdente che voglio stipulare una polizza per infortuni, o magari per le spese sanitarie, oppure sulla vita. Posso dedurre dall’imponibile un importo annuo pari a 1500 euro per i costi che ho dovuto sostenere per questa polizza. Visto che ho anche un marito a carico, quella cifra arriva a 3mila euro. Questo sempre che io non dimostri di aver speso di più, in quel caso posso dedurre la spesa che riesco a documentare.

Ma io non mi accontento mai. Sono una donna intraprendente. Oltre ad un marito, ho anche dei figli a carico, diciamo che ne ho due, un maschio e una femmina, per non farsi mancare nulla. Devo provvedere alla loro istruzione e alla loro salute. Fino al compimento del loro 25° anno di età, posso dedurre dall’imponibile questo tipo di spese. In Italia le deduzioni per figlio o coniuge a carico spettano solo se il reddito del famigliare non supera i 2.840,51  euro, sopra tale soglia, la deduzione non spetta.

In Germania, per esempio, una famiglia media (padre, madre e 2 figli) può usufruire di detrazioni per figli anche con importi lordi fino i 200mila euro, mentre nel Belpaese l’importo delle detrazioni per figli diminuiscono fino ad azzerarsi con l’aumentare dell’imponibile fiscale sino ad un massimo di 110.000,00 euro, dopo tale soglia le detrazioni non spettano più.

Perché è ormai noto che in Italia chi ha i soldi commette un peccato, e giustamente, come tutti i peccatori, va crudelmente punito.

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