Nel Pdl scoppia il caso Bettolle

By Redazione

febbraio 9, 2012 politica

Bettolle ombelico del mondo. Con questa parola d’ordine una gran parte della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl, sta contestando in queste ore sul web la gestione della stagione congressuale del partito. Il casus belli nasce a Siena. Il partito, guidato nella regione dal deputato Massimo Parisi, ha deciso di far celebrare il congresso provinciale non nel capoluogo, ma nella piccola località di Bettolle. Una scelta che, a sentire i ragazzi, avrebbe lo scopo di penalizzare il loro candidato, il ventinovenne Francesco Michelotti. “Oltre a ricevere l’accusa di aver tesserato ‘troppi’ giovani universitari fuori sede, Michelotti si è visto spostare il congresso di 90 km dal centro della città verso una amabile frazione di 4.000 abitanti”, spiega Pietro Zecchi, senese, dirigente regionale della Giovane Italia. “Bettolle – prosegue – è  guarda caso una roccaforte del candidato avversario”.

Dietro la scelta ci sarebbe lo zampino dei due maggiorenti toscani del partito: il coordinatore azzurro Denis Verdini, e l’ex ministro Altero Matteoli. “Io Matteoli l’ho incontrato due volte, per di più in pubblico. Verdini al massimo tre in analoghe situazioni”, spiega Claudio Marignani, Consigliere regionale e avversario di Michelotti al congresso che si terrà domani. “Certo, la linea della mia azione politica è sempre stata concordata con il coordinatore regionale, ed io mi riconosco nella linea del partito, che poi è quella di Verdini e Matteoli”, spiega Marignani. Che fa presente come Bettolle sia lo snodo baricentrico della provincia “raggiungibile da tutti gli estremi del territorio senese in ugual tempo. E dove, tra l’altro, si tenne il congresso provinciale di Forza Italia nel 2007”. “Il caso – conclude – è stato sollevato da Giovanni Donzelli, consigliere regionale vicino a Giorgia Meloni e Maurizio Gasparri. E si è diffuso viralmente all’interno di quella corrente”.

“La decisione era nell’aria”, conferma Deborah Bergamini, deputata azzurra. “Anche nella mia provincia succede la stessa cosa: il congresso di Lucca si terrà nella mia città, Viareggio”. Per Bergamini una scelta poco condivisibile: “Appoggio, capisco e incoraggio il disagio giovanile. Quello che succede sono cose da matti. O il partito si apre veramente al cambiamento, o queste cose costituiranno la fine della politica nel nostro paese. Perché è evidente che salti all’occhio che questa è una scelta strana”.

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