Santorum sbanca il tavolo

By Redazione

febbraio 8, 2012 politica

Ennesimo colpo di scena alle primarie del partito repubblicano americano. Il conservatore cattolico Rick Santorum ha avuto un sussulto, e dopo il caucus dell’Iowa (che ha aperto la competizione lo scorso 3 gennaio) si aggiudica Minnesota, Missouri e Colorado, i tre stati in cui si è votato martedì notte. Un risultato assolutamente inatteso alla vigilia di quello che molti hanno ribattezzato il “mini-super-Tuesday” (il vero “super-Tuesday” avrà luogo il prossimo 6 marzo quando si voterà in ben 10 stati e saranno aggiudicati 400 delegati). Tutti si attendevano uno scontro a due tra il superfavorito Romney e Gingrich.

Invece l’ex senatore della Pennsylvania ha sbaragliato la concorrenza scavalcando per numero di delegati conquistati sinora Gingrich (44 per Santorum e 29 per Gingrich) e ha riconquistando lo scettro di principale sfidante di Mitt Romney (91 i delegati conquistati finora) nella corsa alla nomination repubblicana.

Il risultato più eclatante si è avuto in Minnesota dove Santorum, che aveva investito molte delle sue risorse proprio in questo turno di primarie, ha letteralmente surclassato gli sfidanti, accaparrandosi il 45% dei voti. Successo che per Romney si è rivelato una vera e propria débâcle. L’ex governatore del Massachusetts, che quattro anni fa aveva stravinto le primarie in Minnesota con il 40% dei suffragi, si è infatti visto scavalcare anche dal radicale Ron Paul (27%) fermandosi ad un misero 17% nonostante godesse dell’appoggio dell’ex Governatore dello stato Tim Pawlently.

Meno bruciante per Romney la sconfitta in Missouri dove, nonostante il risultato pesante (25% dei voti conquistati contro il 55% per Santorum), non si assegnavano delegati per la convention. Con la sua ampia vittoria in Missouri, l’ex senatore della Pennsylvania ha tuttavia dimostrato di avere un grosso appeal sull’elettorato evangelico e sui sostenitori del Tea Party, particolarmente forti nello stato. Un elemento, questo, che potrebbe decisamente sparigliare le carte e permettere a Santorum di insediare pericolosamente Romney (che nonostante la sconfitta resta senza dubbio il favorito per la nomination repubblicana).

Diverso il discorso per il Colorado dove la partita è stata decisamente più equilibrata. Alla fine l’ha spuntata anche in questo caso Santorum (40%), ma Romeny si è ben difeso (35%) limitando i danni in una giornata per lui da dimenticare.

Al trionfo di Santorum, comunque, ha certamente contribuito la scarsa partecipazione della base del partito. L’affluenza alle urne è infatti stata molto bassa (nel Missouri le prime stime parlano di una partecipazione del 23% degli aventi diritto) e ciò preoccupa non poco i vertici del partito repubblicano. Secondo gli osservatori, infatti, la scarsa partecipazione della base sarebbe dovuta ad un’insoddisfazione diffusa nei confronti dei candidati in lizza indebolendo, di fatto, il GOP in vista delle elezioni del 6 novembre prossimo.

Questo fa sì che la vittoria di Santorum di martedì notte rappresenti in realtà la vittoria del Presidente Obama. È infatti lui a beneficiare del fatto che non emerga un candidato forte dalle primarie repubblicane con il favorito Mitt Romney che continua a non convincere appieno l’elettorato del Gop nonostante la capillare campagna elettorale finanziata con fiumi di dollari.

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