Meloni e Alfano, “Noi crediamo”

By Redazione

febbraio 8, 2012 politica

Quella di ieri all’Aranciera di San Sisto è stata la serata di Giorgia Meloni. In scena, la presentazione del suo primo libro: ” Noi Crediamo“. Meloni ha raccontato il volto meno conosciuto della gioventù italiana: ragazze e ragazzi di buona volontà, coraggiosi, tenaci, studiosi, lavoratori, generosi. E patrioti. Molti i protagonisti del libro chiamati a raccontare la loro esperienza di vita direttamente sul palco: dall’artista Simona Atzori all’imprenditore Guido Martinetti. Dalla “nuova” italiana Loubna Ammoune ai genitori dell’olimpionico Pino Maddaloni e del parà Alessandro Romani, caduto in Afghanistan. Ma in cosa crede chi legge la Meloni? Nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell’eguaglianza, nel merito. “Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant’anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire la visione dell’unità nazionale”.

In chiusura di serata c’è stato spazio anche per un Angelino Alfano a tutto tondo. Intervistato dall’ex ministro della Gioventù, che ha definito nemmeno tanto scherzosamente “il futuro leader del centrodestra italiano”, il segretario del Pdl ha parlato di lavoro, Articolo 18, legge elettorale e soprattutto del futuro del Popolo della Libertà, tra retaggi berlusconiani e necessità di rinnovamento.

“Nel 1994 il Governo Berlusconi ha affrontato uno sciopero impressionante contro la riforma delle pensioni. Nel 2001-2002 ha visto scendere in piazza un numero impressionante di persone contro la riforma dell’art. 18. Il Governo dei tecnici che cosa ha fatto? La riforma delle pensioni, e si accinge a portare a termine la riforma del mercato del lavoro” ha detto Alfano. E tutto questo soltanto perché “venendo meno il proponente”, ovvero l’ex premier Berlusconi, “è emersa la qualità delle proposte”. Angelino Alfano non ha mancato di lanciare frecciate ai sindacati: “Se si interviene sull’Articolo 18, non è per licenziare meglio ma per assumere di più”. Si è detto poi fiducioso circa le promesse di Mario Monti: “siamo convinti che ciò che ha dichiarato oggi il presidente Monti al Wall Street Journal è vero: la riforma si farà entro marzo”. Ma il leader del Popolo della Libertà ha parlato anche di “ripensamento, magari all’americana del finanziamento dei partiti”. E sulla riforma della legge elettorale ha definito imprescindibile “il diritto degli elettori di scegliere il premier, se no si torna ai giochi di palazzo e agli inciuci”. Incalzato dalle domande di Giorgia Meloni sulla forza delle nuove leve nel partito, ha detto: “Noi siamo il partito con la classe dirigente più giovane, motivata e preparata”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *