Documenti: i soldi di An

By Redazione

febbraio 8, 2012 politica

Non c’è nessun conto estero nel quale sono spariti i soldi del Popolo della Libertà. Se alcune somma non risultano, è dovuto al fatto che i conti “sono ancora all’estero ma stiamo provvedendo a farli rientrare”, ha spiegato oggi a Repubblica il senatore Franco Mugnai. Giustificando in questo modo un presunto “regalo” che i colonnelli che gestivano il patrimonio dismissionario della fu An avrebbero fatto alle casse del Pdl. Una cifra pari a 3.750.000 euro, che secondo Carmelo Lo Papa e Francesco Viviano, che firmano un pezzo oggi su Repubblica, sarebbero stati versati “a fondo perduto” nella casse di via dell’Umiltà. Scatenando le ire dei finiani, che hanno rivendicato i propri diritti su parte di quel patrimonio che non avrebbe dovuto essere intaccato fino a regolare spartizione.

La vicenda travalica la somma in oggetto: i commissari incaricati di dismettere il patrimonio dell’ex partito di Fini dovranno tracciare a ritroso la movimentazione di circa 26 milioni di euro.

Ma sul caso specifico, la documentazione della quale dispone Notapolitica (disponibile in coda all’articolo), metterebbe al riparo i vertici del partito da qualunque possibile accusa.

Il 10 giugno 2010 gli onorevoli Rocco Crimi e Maurizio Bianconi dichiaravano di aver ricevuto per conto del Pdl la somma in oggetto dal senatore Francesco Pontone, “in qualità di legale rappresentante di Alleanza Nazionale” quale prestito per la campagna elettorale delle regionali di marzo, impegnandosi a restituirla entro la fine di luglio.

Il 6 agosto, con una sola settimana di ritardo rispetto agli accordi pattuiti, il Popolo della Libertà effettua un versamento sui conti di An. La cifra è analoga. Il conto non è affatto estero, ma dell’italianissima Monte dei paschi di Siena. A certificare che la movimentazione corrisponda alla restituzione del prestito del giugno precedente un altro atto del 28 ottobre, analogo al primo e sottoscritto dai medesimi Crimi, Bianconi e Pontone. Una cifra, si legge nel documento, corrisposta ed erogata “quale restituzione del finanziamento” di cui alla “dichiarazione congiunta” di giugno.

Gettando così le prime luci su una vicenda finora piuttosto ingarbugliata.  

IL DOCUMENTO DEL 10 GIUGNO

IL BONIFICO DEL 6 AGOSTO

IL DOCUMENTO DEL 28 OTTOBRE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *